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01 Gennaio 2020

A San Paolo il keniano Kandie beffa l’ugandese Kiplimo, la primatista modiale Kosgei vince i 15 km done. Abdi-sorpresa a Madrid. Tutte le corse di San Silvestro.

 

di Marco Buccellato

KANDIE, VITTORIA E RECORD – Nella tradizionale 15 km di San Paolo (Brasile) cade il primato della corsa grazie alla spinta inferta dalla coppia Kenneth Kibiwott Kandie e Jacob Kiplimo, l’ugandese con una strepitosa carriera da allievo e junior, favorito della gara. L’esito ha premiato Kandie, primo keniano a vincere in cinque anni e tutt’altro che sconosciuto per aver vinto in 59:31 la mezza maratona di Lille pochi mesi fa, che ha raggiunto e superato in prossimità dell’arrivo un Kiplimo già sicuro del successo. Crono notevole per le condizioni e il contesto generale, 42:59 di Kandie e 43:00 di Kiplimo, terzo l’altro keniano Ekiru, vincitore nella Milano Marathon del 2019. Tra le donne successo ampio della primatista mondiale di maratona Brigid Kosgei, non lontana dal primato della gara in 48:54, per il quinto successo di fila Made in Kenya sulle strade della metropoli brasiliana.

ABDI A MADRID, PERDE L’IRIDATA DI MARATONA – Si chiude all’insegna dell’apoteosi l’anno del belga Bashir Abdi, vincitore della 10 km di Madrid, una gara che l’anno scorso registrò crono sensazionali ma non omologabili per il declivio di 55 metri, con protagonisti proprio Kiplimo e la Kosgei, ieri sera impegnati, come abbiamo visto, a San Paolo. Per Abdi una chiusura d’anno degna di una grande stagione, dove il belga è stato capace di di migliorare due volte il primato nazionale, prima in 2h07:03 (settimo a Londra) poi a 2h06:14 (quinto a Chicago). Con il successo di ieri, in un normale 27:47, ha respinto le ambizioni dell’ugandese Mande Bushendich, terzo lo scorso anno. Podio completato dallo spagnolo Antonio Abadia, terzo come nel 2017. Vittoria femminile all’etiope Helen Bekele Tola, con il gran crono (declivio compreso) di 30:50, sette secondi meglio della superstar keniana Ruth Chepngetich, campionessa del mondo di maratona a Doha, alla prima gara post-mondiale e alla prima sconfitta in sei mesi esatti.

CHE BRINDISI I BELGI – Se Abdi ha trionfato a Madrid, l’altro belga Isaac Kimeli ha vinto per il secondo anno di fila la Silvesterlauf tedesca di Trier (otto chilometri) con un cast discreto comprendente il neo-maratoneta tedesco Petros, argento U23 nel 2017 e ancora argento in Coppa Europa e Mondiali Militari sui 10000 metri.

Tanta Germania al traguardo donne, con la maratoneta Katharina Steinruck-Heinig prima davanti alla siepista Elena Burkard, quarta la big dei 3000 siepi Krause. Nell’altra classica corsa di San Silvestro di Peuerbach (Austria), giornata dal leone del serbo argento europeo U23 di cross Elzan Bibic che sul tracciato di 6,8 km ha preceduto il favorito Robert Keter, primatista mondiale “ufficiale” dei 5 km su strada, e l’altro keniano Davis Kiplangat. Eva Cherono ha vinto la corsa donne con circa quaranta secondi di margine sulla tedesca Granz.

DOPPIO RECORD A HOUILLES – Nella classica 10 km francese di fine anno (domenica scorsa) sono stati migliorati entrambi i primati della corsa, risalenti peraltro alla scorsa edizione. Allo svizzero Julien Wanders (27:25) succede nella cronologia dei record il keniano Daniel Simiyu, vincitore in 27:12 con largo margine sull’etiope Haftu Teklu (27:41) e sul tre volte campione europeo U23 di cross Jimmy Gressier (27:42, personal best e miglior prestazione europea su strada del 2019 e seconda all-time). Da notare che il crono di Gressier non basta nemmeno per il record nazionale, che la federazione francese attribuisce proprio a Wanders, in forza del suo status di cittadino franco-svizzero. Nella corsa femminile, la vincitrice uscente Gete Alemayehu è riuscita a correre sotto al record della gara (31:12, suo dall’anno scorso) ma arrivare terza, battuta da una ottima Norah Jeruto (30:32) e dalla etiope Tesfaye Nigsti Haftu (30:52), inattesa a tali livelli cronometrici, pur se su strada, miglioratasi di oltre un minuto alla seconda esperienza sui dieci chilometri. Quarta, anche lei con il record nazionale, la francese Liv Westphal in 31:15.

INDOOR, KOLASINAC OVER-21 – L’anno d’oro del peso uomini si chiude con il 21,06 del serbo Asmir Kolasinac, 35enne campione europeo indoor nel 2013 e altre due volte sul podio continentale al coperto. Pur trattandosi di un risultato che converge nelle graduatorie stagionali indoor 2020, la prestazione è stata ottenuta sabato 28 dicembre a Novi Sad, portando a ben 29 atleti, nell’anno solare 2019, la lista dei pesisti capaci di lanciare a oltre 21 metri, una densità senza precedenti. Ai 27 delle liste all’aperto, infatti, si aggiungono Kolasinac e l’ex-campione del mondo David Storl, ben oltre i 21 metri nella stagione indoor prima di infortunarsi.

Ancor più significativo il numero di lanciatori che si sono espressi, nel 2019, oltre i 20 metri: ben 79, in rappresentanza di 36 federazioni, in cui gli USA dominano dall’alto di ben 23 pesisti over-20 metri. La Russia (con atleti autorizzati e non) segue con 4, poi Polonia e Nigeria con 3, e l’Italia (con Fabbri e Bianchetti) capace di piazzare due atleti oltre i 20 metri assieme a Nuova Zelanda, Croazia, Sud Africa, Serbia, Bosnia, Canada, Egitto, Portogallo, Giamaica, Romania, Grecia e Germania.

NO RECORD NO PARTY – World Athletics informa che non sono stati omologati diversi record indoor della stagione 2018, ottenuti nelle finali NCAA al coperto. Si tratta del 44.52 dello statunitense Michael Norman sui 400 metri (mancata conferma dell’applicazione delle procedure di controllo), il record U20 sui 60hs donne in 7.98 di Tara Davis (stesso motivo), e ancora il 3:01.39 della 4×400 maschile di Texas A&M e il 50.36 sui 400 di Sydney McLaughlin. Della talentuosa atleta USA non è stato omologato nemmeno il mondiale U20 sui 400hs di 52.75, per assenza del sistema di rilevamento delle false partenze. Non certificato, infine, il mondiale U20 sui 100hs di Tia Jones nel 2016 (12.84) per mancata misurazione della pista di Clovis.

MARATONE, SI RIPARTE – Dopodomani 3 gennaio la prima maratona internazionale del 2020, la 42 km di Tiberiade che si snoda sul suggestivo skyline del Mare della Galilea. Difficile migliorare i primati della corsa, 2h07:30 uomini e 2h25:45 donne, ma l’ultima stagione ha dimostrato che i primati sono caduti a pioggia in ogni angolo del pianeta. Domenica 5 gennaio tocca alla maratona cinese di Xiamen, con in gara nomi di notevole interesse: tra gli uomini gli etiopi Shura Kitata, Dejene Gonfa e Birhan Nebebew, i keniani Reuben Kerio e Morris Gachaga, il marocchino Ziani. Keniane assenti dalla start list donne, ma con un gran plotone di etiopi di livello internazionale (Yebrqual Mesele, Afera Godfay, Hiwot Ayalew) e la bielorussa campionessa d’Europa Volha Mazuronak.

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