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31 Gennaio 2020

A Karlsruhe, nel World Indoor Tour, la ligure si migliora di otto centesimi ed è quarta nei 60hs. La quattrocentista parte da 52.56: stesso tempo della campionessa europea Sprunger

 

È Luminosa Bogliolo la star azzurra del meeting di Karlsruhe (Germania), seconda tappa del World Athletics Indoor Tour, il massimo circuito di meeting mondiali al coperto. L’ostacolista azzurra delle Fiamme Oro si migliora di otto centesimi nei 60hs, fino a 8.02, e chiude al quarto posto in una gara di assoluto spessore internazionale. Bella serata anche per Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) che scende a 52.56 nei 400 metri, un centesimo in meno del primato personale realizzato nella scorsa stagione: stesso tempo nel confronto a distanza con la svizzera Lea Sprunger. Nel salto con l’asta si ferma a 5,60 Claudio Stecchi (Fiamme Gialle), non al meglio fisicamente e autore di tre errori a quota 5,70. Due azzurri nel lungo: all’esordio tra i grandi, Larissa Iapichino (Atl. Firenze Marathon) fa esperienza con il suo 6,22, mentre Filippo Randazzo (Fiamme Gialle) non va oltre 7,59. Il risultato copertina del meeting in chiave complessiva è il 2,02 nell’alto della 18enne ucraina vicecampionessa iridata Yaroslava Mahuchikh, record del mondo under 20 e migliore prestazione mondiale dell’anno. 

BOGLIOLO QUARTA ALLTIME – Otto centesimi di miglioramento, fino a 8.02, otto come i centesimi che adesso la separano dal record italiano di Veronica Borsi (7.94). Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro) firma la serata di Karlsruhe con un risultato che la avvicina alla barriera degli otto secondi nei 60hs, violata soltanto da tre azzurre: oltre alla Borsi, il 7.97 di Carla Tuzzi e Marzia Caravelli. La 24enne ligure seguita da Antonio Dotti e Ezio Madonia si regala un prestigioso quarto posto internazionale e dimostra di essersi ambientata perfettamente nella nuova dimensione raggiunta nel 2019: stasera è battuta soltanto dalla nigeriana Tobi Amusan (7.84), dalla statunitense Christina Clemons (7.98) e dalla finlandese Reetta Hurske (8.02). Bogliolo, che la scorsa settimana aveva pareggiato il personale con 8.10, si era già migliorata in batteria con 8.08.

“SBAGLIATO TANTO, MA NONOSTANTE QUESTO…” – “Sono contenta ma anche un po’ amareggiata per aver sbagliato tanto – le parole dell’ostacolista che tornerà in gara sabato 8 febbraio, a Torun, in Polonia – Per tutta la settimana ho avuto mal di schiena, la batteria non è andata come volevo, non riuscivo a spingere bene. Ho deciso di cambiare marcia per la finale, mi sono scaldata meglio e sono uscita forte dai blocchi: per questo mi sono trovata ‘sotto’ al primo ostacolo e l’ho preso in pieno. Tra il primo e il secondo ho dovuto ritrovare l’assetto e poi ho di nuovo sbagliato dalla discesa dell’ultimo ostacolo all’arrivo, mi sono buttata troppo presto. Quindi c’è ancora da migliorare, certo, ma non pensavo di fare 8.02 con tutto quello che è successo”.

FOLORUNSO – È una brillante Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) quella che vince la propria serie dei 400 metri abbassando il personale di un centesimo (52.56), con lo stesso tempo della svizzera campionessa europea Lea Sprunger che però correva nell’altra serie, quella considerata più forte. Al rientro dal raduno di Los Angeles, l’ostacolista allenata da Maurizio Pratizzoli fornisce segnali incoraggianti, bruciando l’avversaria diretta Tetyana Melnik (52.96) a centocinquanta metri dal traguardo. Nella sfida a distanza, Folorunso fa meglio dell’olandese bronzo europeo in carica Lisanne De Witte (52.70). 

STECCHI – Serata no per Claudio Stecchi (Fiamme Gialle).

L’astista ottavo a Doha, in pedana con vistose fasciature su entrambe le gambe, stavolta non riesce a oltrepassare la misura di 5,70 – tre errori – e deve accontentarsi di 5,60, fatto alla seconda prova, prestazione che vale il sesto posto. Una battuta d’arresto per il saltatore allenato dal primatista italiano Giuseppe Gibilisco, atteso di nuovo in pedana l’11 febbraio a Lodz, in Polonia, per riprendere quota e guadagnare centimetri sullo stagionale di 5,73. “Purtroppo non mi sono espresso come avrei voluto – racconta Stecchi – devo sensibilizzare meglio la parte del salto dallo stacco in poi. Oggi invece le rincorse le ‘sentivo’ bene. È un peccato perché si è vinto con 5.70”. Karlsruhe, infatti, non sorride nemmeno al campione del mondo Sam Kendricks (Stati Uniti), eliminato a sopresa con tre “x” a 5,60, e frena i fratelli francesi Renaud e Valentin Lavillenie, primo e secondo ma senza riuscire a domare i 5,80.

IAPICHINO – Occasioni come questa servono a crescere, eccome. La campionessa europea under 20 del lungo Larissa Iapichino parte da 6,22 nei primi tre salti dell’anno (anche un 5,99 e un 5,98 nella sua serie), al cospetto delle stelle mondiali della specialità. Fino al terzo turno è in corsa per entrare tra le otto che hanno diritto ai tre ulteriori salti, ma l’ucraina vicecampionessa del mondo Maryna Bekh-Romanchuk irrompe con la migliore prestazione mondiale stagionale di 6,92 e spinge la 17enne fiorentina dell’Atletica Firenze Marathon al nono posto. È la misura che vale la vittoria ai danni della tedesca oro iridato Malaika Mihambo (6,83), in pedana dopo aver corso la batteria dei 60 metri, pochi minuti prima. Per la giovane saltatrice azzurra seguita da Gianni Cecconi e Ilaria Ceccarelli l’appuntamento è ad Ancona sabato 8 febbraio, a caccia del titolo italiano juniores.

RANDAZZO – Quattro nulli prima di mettere a segno un salto valido. Filippo Randazzo (Fiamme Gialle) apre la stagione nel lungo con un modesto 7,59 al quinto turno (settimo posto), lontano dalle aspettative del 23enne catanese allenato da Andrea Matarazzo. “Purtroppo il fastidio al piede di stacco accusato a inizio gennaio mi ha portato a essere indietro con la preparazione tecnica – commenta Randazzo – Di conseguenza le rincorse non quadrano come dovrebbero, e si vede”. La gara, per la verità, non decolla su nessun fronte: basta 7,99 per assicurarsi il primo posto ed è lo spagnolo Eusebio Caceres a garantirselo nel salto finale riservato soltanto ai primi tre della classifica.

CINQUE MIGLIORI PRESTAZIONI MONDIALI 2020 – L’arena di Karlsruhe è il teatro di cinque migliori prestazioni mondiali dell’anno: spicca il 2,02 nell’alto della scatenata ucraina Yaroslava Mahuchikh, un centimetro in più sul suo recente primato mondiale under 20, per battere la connazionale Yuliya Levchenko (1,99). “WL” anche per la già citata Maryna Bekh-Romanchuk nel lungo (6,92), per il marocchino Mostafa Smaili negli 800 (1:46.38), e nei 3000 sia al maschile (il keniano Bethwell Birgen 7:38.50) sia al femminile (l’etiope Fantu Worku 8:37.58). Il World Athletics Indoor Tour resta in Germania: prossima tappa martedì 4 febbraio a Düsseldorf.

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