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01 Giugno 2020

Re-start dopo il break forzato. In Repubblica Ceca e Austria in evidenza i lanci con Spotakova (63,69), Vadlejch (84,31) e Stanek (21,13). Il discobolo Weisshaidinger tre volte oltre i 68 metri in Austria.

 
di Marco Buccellato

Il the day after dell’atletica ha il volto ufficiale di oggi primo giugno, nell’iniziativa voluta dalla federazione ceca che ha coinvolto numerosissime sedi, con i meeting più importanti a Kladno e a Plzen, trasmessi sulle reti nazionali e in streaming ovunque. A Kladno, nella Boemia centrale e sede di una delle più importanti competizioni di prove multiple in calendario, diverse gare interessanti e score promettenti per gli atleti più attesi all’esordio stagionale: su tutti hanno brillato la due volte oro olimpico e tre volte iridata Barbora Spotakova, che ha vinto il giavellotto con 63,69, seconda misura stagionale mondiale, precedendo la legittima erede e argento europeo 2018 Nikola Ogrodnikova (62,92). 

Netta, nel giavellotto uomini, l’affermazione di Jakub Vadlejch, argento mondiale a Londra 2017, con un lancio di 84,31. In chiusura del meeting anche l’acuto del pesista Tomas Stanek, un personale di 22,17 indoor e 22,01 all’aperto, che ha bagnato le polveri con 21,13, un risultato che ne fa il settimo specialista a oltrepassare i 21 metri outdoor in questa prima parte di stagione, partita sotto ottimi auspici e poi dolorosamente stoppata dall’emergenza sanitaria.

GLI ALTRI RISULTATI – Perde Pavel Maslak, il quartermiler che ha scritto pagine importanti sui 400 metri soprattutto con le numerose medaglie nelle manifestazioni indoor. Impegnato sui 300, ha chiuso solo terzo in 33.10, preceduto dal lungo Jan Jirka (32.85) e dal meno conosciuto Krsek (33.05), entrambi al personale sulla distanza. Per Maslak si trattava del terzo 300 metri da inizio anno, dopo la doppia razione in Sud Africa prima della sosta forzata (32.84 e 32.63). Sui 300 donne, 37.22 della 21enne Vondrova, miglior prestazione europea stagionale. Nella sede di Plzen, 5,40 di Jan Kudlicka nell’asta e 62,95 del discobolo Barta. La ripartenza nazionale ceca prosegue con altri meeting nei giorni a venire, Ostrava venerdì, Praga con due meeting in stadi diversi nella settimana successiva, poi Kolin il 17 giugno e infine le prove multiple, baricentro della cultura atletica ceca, fra tre settimane a Plzen. 

CHE DISCO – Gran partenza di stagione per l’austriaco Lukas Weisshaidinger, bronzo mondiale a Doha nel lancio del disco.

Il recordman nazionale ha aperto il 2020 con una doppia sessione di gare una settimana fa sulla pedana familiare di Schwechat, in una piccola competizione organizzata dal suo coach. Ottime le risposte dell’atleta, 68,63 nella prima serie (a pochi centimetri dal primato nazionale), e 68,19 nella seconda, caratterizzata da una media lanci molto più brillante intorno ai 67 metri, e da un nullo di pedana molto prossimo ai 70 metri. Ieri altra discesa in pedana, ancora a Schwechat, con piccolo incremento della gittata, fino a 68,65, nonostante il freddo pungente della domenica austriaca. Con il disco si è ripartiti anche in Germania, a metà settimana. Nel centro tecnico di Neubrandenburg, duello a esiti ravvicinati tra i discoboli con Clemens Prufer (62,86), David Wrobel (62,83) e Henning Prufer (62,65) nell’ordine, e 63,06 della Pudenz nella gara donne.

CHI SOGNA – Il record del mondo, restando nel lancio del disco, è nei pensieri del campione del mondo Daniel Stahl, unico svedese a salire sul gradino più alto del podio in una rassegna iridata, intervistato nei giorni scorsi e convinto di poter far meglio del primato del tedesco Jürgen Schult, quel 74,08 che tra pochi giorni compirà il trentaquattresimo compleanno. Buone notizie da parte iraniana, con il ritorno agli allenamenti dell’argento olimpico di Londra 2012 Ehsan Hadadi, guarito dopo aver contratto il covid-19. Hadadi è uno degli atleti usciti con maggiori rimpianti dall’Olimpiade londinese, a causa di un nullo di pedana che vanificò un lancio superiore a quello del tedesco Harting, oro con 68,27, con Hadadi secondo a soli nove centimetri. 

CHI PARTE – La campionessa europea e mondiale di salto in lungo Malaika Mihambo fa le valigie verso Houston, dove sarà allenata dalla coppia Carl Lewis-Leroy Burrell, entrambi primatisti del mondo dei 100 metri e, per ciò che riguarda il capitolo-Lewis, la storia del salto in lungo fatta leggenda. Burrell curerà la parte tecnica della velocità, mentre a King Carl sarà deputata la responsabilità tecnica del salto. La Mihambo ha vinto il titolo mondiale a Doha con 7,30, il secondo salto più lungo dell’ultimo decennio, a un solo centimetro dal 7,31 della statunitense Brittney Reese, ottenuto ai Trials olimpici 2016 di Eugene.

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