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11 Giugno 2020

A Oslo gli Impossible Games con il pubblico di cartone e l’acuto del norvegese: 33.78 miglior prestazione di sempre. Jakob Ingebrigtsen record europeo sui 2000, Duplantis 5,86 nell’asta

 
di Marco Buccellato

Gli Impossibile Games di Oslo rendono vero anche ciò che appare virtuale, come il pubblico costituito da marionette di cartone, le sfide a distanza e tutto ciò che ancora manca per tornare allo spettacolo tradizionale dell’atletica. In mezzo a tanta fatica per proporre uno show che fosse il meno lontano possibile dalla normalità, gli sforzi sono stati ripagati da quell’autentica furia di Karsten Warholm, unico iscritto sui 300 metri ostacoli uomini. Ha attaccato il primo ostacolo con frequenze ampissime, per poi ridurre il raggio fino a fine curva e esplodere in un rettilineo ancora più efficace del solito. Il 33.78 del norvegese due volte campione del mondo sui 400 ostacoli è il miglior crono assoluto di sempre, nettamente sotto il 34.26 da lui realizzato sulla pista indoor di 300 metri di Tampere, e infinitamente al di sotto della miglior prestazione outdoor firmata dal britannico Chris Rawlinson nel 2002 (34.48). Ha corso da solo, senza il pungolo di avversari, solo del suo eccezionale cuore.

Da un world best a un record europeo, figlio di un altro fenomeno norvegese, Jakob Ingebrigtsen, che ha largamente strapazzato il limite continentale di Steve Cram (4:51.39) chiudendo in un sensazionale 4:50.01 (nono crono assoluto all-time e sesto performer di sempre) la fatica dei 2000 metri, corsi assieme ai fratelli in una sfida virtuale contro il team keniano guidato da Tim Cheruiyot, che aveva fatto il suo in mattinata in una Nairobi piovosa. Henrik in 4:53.72, e Filip in 4:56.91, hanno avuto tutti la meglio su Cheruiyot (5:03.05). Lontanissimo Elijah Manangoi (5:18.63), ritirati gli altri keniani, per una facile vittoria di team dei fratelli più famosi del mondo nell’atletica. Prima di correre assieme ai fratelli, Filip Ingebrigtsen ha vinto i 1000 metri in 2:16.46, crono più veloce dell’anno e primato nazionale, finendo da solo dopo il lavoro dei pacemakers Mushom e dei due Roth. Lontanissimo il primato del meeting, che fu il record mondiale di Seb Coe (2:12.18 nel 1981).

Nella sfida a distanza dell’asta, Renaud Lavillenie ha messo a dura prova Mondo Duplantis. Il francese aveva saltato martedì in Francia sulla pedana in giardino, come nella sfida ancor più virtuale di maggio.

Alla fine il conto è stato in favore dello svedese campione d’Europa, che ha carburato meno facilmente del solito con alcuni errori, ma si è imposto con 5,86, per poi commettere tre nulli a 6,01. Ottimo e sempre grande agonista Lavillenie, 5,81 con rincorsa ridotta e con alcuni salti recuperati durante il caricamento con gran lavoro di braccia e bacino.

Nel disco il campione del mondo Daniel Stahl ha faticato a trovare l’angolo di uscita dell’attrezzo, poi ha risolto la sfida con il connazionale Simon Pettersson imponendosi con un miglior lancio di 65,92 contro 65,54. Notevole anche la gara di peso uomini, vinta dal norvegese Marcus Thomsen con 21,03, personale e primo over-21 all’aperto in carriera, dopo aver violato il muro di un centimetro nella stagione indoor. Avvicina la barriera lo svedese Wictor Pettersson, con 20.94.

A fine meeting arriva anche l’altro primato d’Europa, sui 25.000 metri, centrato come da programma dall’ex recordman europeo di maratona Sondre Nordstad Moen, che in 1h12:46.5 ha migliorato di oltre 20″ il limite di 1h13:57.6 detenuto dal tedesco Stephane Franke (Walnut, 30 marzo 1999). La “wavelight technology” ha fatto il suo esordio in un contesto da primato, illuminando il percorso della gara di Moen tracciandone il ritmo desiderato. Sui 10000 metri, l’olimpionica e pluriiridata di sci di fondo Therese Johaug ha migliorato ampiamente il personale in 31:40.67, ovviamente miglior prestazione mondiale stagionale. E’ la prima volta nella storia dell’atletica che viene realizzata una world lead da una figura sportiva capace di vincere un oro olimpico in un’altra disciplina. 

Non è mancato l’agonismo sui 300 ostacoli donne vinti dall’argento olimpico dei 400 ostacoli Sara Slott Petersen, che in 39.42 ha rintuzzato il bel rettilineo della norvegese Amalie Iuel, finita a soli due centesimi dalla danese. Terza in 39.86 la campionessa d’Europa Léa Sprunger. Sui 200 ostacoli donne Line Kloster in 26.11 (record nazionale), davanti alla finlandese di origini macedoni Neziri (26.65, altro primato nazionale). Sui 600 metri donne la norvegese Hynne (1:29.06) ha preceduto nettamente l’elvetica Selina Buchel (1:30.10), lontanissima dal primato nazionale di 1:25.45.

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