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15 Giugno 2020

Comincia a Formia lo stage degli ostacolisti azzurri, il primo dopo lo stop per l’emergenza sanitaria. Ayo al lavoro: “Warholm ha dimostrato che la prima sfida è contro se stessi”

 

Alla ricerca della normalità. Formia, 15 giugno: in un luogo simbolo per l’atletica azzurra e la sua storia, il raduno degli ostacolisti apre una nuova pagina della stagione 2020 e prova a superare il momento buio che il Paese ha attraversato. Si torna a lavorare in gruppo, sempre nel rispetto dei protocolli e delle normative anti-Covid, senza affrettare i tempi, ma con la voglia di riprendersi ciò che fino a poche settimane fa non era possibile. A farsi interprete del sentimento dei diciassette ostacolisti azzurri che da oggi si ritrovano al centro di preparazione olimpica “Bruno Zauli” è Ayomide Folorunso (Fiamme Oro): “Farà un effetto strano, particolare – ammette – Negli ultimi giorni mi son fatta mille domande su come sarebbe stato questo raduno anche logisticamente, se i tempi di allenamento saranno dilatati viste le procedure, su come riusciremo a vivere il classico clima azzurro rispettando tutte le regole previste. Sono davvero curiosa, voglio scoprire cosa ci aspetta”.

Tra le 11.30 e le 13 di sabato 20 giugno, proprio sulla pista di Formia, andrà in scena il primo test per alcuni dei big azzurri, al termine della settimana di lavoro agli ordini dei tecnici federali Gianni Tozzi, Giorgio Ripamonti, Fabrizio Mori e dei coach personali. “Ayo”, colonna della 4×400 e medaglia d’oro all’Universiade di Napoli con il secondo tempo azzurro di sempre nei 400hs (54.75), scioglierà le riserve nei prossimi giorni. “Durante la settimana valuteremo con il mio tecnico Maurizio Pratizzoli se opportuno cominciare a gareggiare da subito – spiega – Ci vado cauta, non mi sto ancora ‘buttando’: abbiamo ripreso con molta prudenza e procederemo con altrettanta cautela. Quest’anno non c’è la pressione di raccogliere qualcosa nell’immediato, ma ogni gara sarà una sorta di verifica lungo il percorso”.

Gli Impossible Games di Oslo – e soprattutto le prove su distanze spurie negli ostacoli – le hanno dato tanta carica: “Avete visto Warholm? Da solo, senza competitors e senza pubblico, ha dimostrato che la prima sfida è contro se stessi e contro il cronometro. Gli avversari ti stimolano, ma parte tutto da te. Ecco, in questa stagione io voglio stupirmi. È come se fossi una mia spettatrice e dicessi ‘Vediamo se Ayo ha stoffa, vediamo cosa riesce a fare’. Non sono focalizzata su un obiettivo in particolare, ma sto raccogliendo tante informazioni. È il mio challenge con me stessa”.

naz.orl.

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