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16 Agosto 2020

Vittoria in Germania per l’azzurro che supera la misura alla prima prova e batte il campione europeo Przybylko (2,26). Nei 110 ostacoli Dal Molin si aggiudica gara-1 in 13.68, poi è terzo con infortunio muscolare

 

La stagione di Gianmarco Tamberi riparte con una vittoria all’estero. Al meeting di Leverkusen, in Germania, l’azzurro si prende il successo saltando 2,29 al primo tentativo e riesce a sconfiggere il tedesco Mateusz Przybylko, oro continentale all’aperto, secondo con 2,26. Una prova di carattere per il 28enne marchigiano, campione europeo indoor dell’alto, che tira fuori il suo temperamento da agonista. Per due volte rimane in gara superando la misura con il terzo e ultimo salto a disposizione, a 2,23 e 2,26, mentre aveva iniziato senza problemi a 2,15 e proseguito con 2,20 dopo un nullo a questa misura. Poi il match point decisivo, nella prima trasferta dell’estate, e infine tre errori a 2,31. Mister Halfshave, tornato a gareggiare con l’Atletica Vomano, arriva così a un solo centimetro dal suo miglior risultato della stagione all’aperto, il 2,30 del 28 giugno ad Ancona. E proprio nella sua città Gimbo è atteso venerdì sera, per una sfida di livello internazionale insieme all’altro azzurro Stefano Sottile: sarà la rivincita con il tedesco Przybylko, ma saranno in pedana anche l’olandese Douwe Amels (oggi sesto con 2,20) e il messicano Edgar Rivera, con inizio alle 21.30.

Nel meeting TrueAthletes Classics, sui 110 ostacoli Paolo Dal Molin si impone nella prima delle due gare, con il tempo di 13.68 (vento +1.3). Un crono superiore di sette centesimi al primato stagionale, realizzato venerdì sera a Montecarlo in 13.61. Il 33enne delle Fiamme Oro supera nettamente il norvegese Vladimir Vukicevic (13.83) e il tedesco Erik Balnuweit (13.93). Poi non riesce a ripetersi in gara-2, piazzandosi terzo con 13.77 (+0.5) frenato da un problema muscolare all’adduttore, mentre gli avversari si migliorano: successo a Vukicevic (13.67), secondo Balnuweit (13.70).

“Ho corso la prima gara in modo tranquillo, aumentando l’intensità solo nelle ultime tre-quattro barriere – racconta Dal Molin – perché avevo la sensazione che gli avversari si stessero avvicinando, anche se in realtà non era così. Allora in finale ho pensato di spingere dall’inizio, visto che mi sentivo bene, però al sesto ostacolo ho sentito un piccolo fastidio all’adduttore sinistro e ho provato a mollare un po’, ma ho continuato ad avvertirlo e allora ho rallentato l’azione. Potrebbe essere uno stiramento. Mi dispiace, perché stava venendo fuori un’ottima prova. Ormai da tre gare mi sento in controllo di quello che faccio e di questo sono contento”. L’azzurro aveva in programma un’altra trasferta, mercoledì a Szekesfehervar in Ungheria, a cui quindi sarà costretto a rinunciare.

(in aggiornamento)

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