Seleziona una pagina


02 Aprile 2019

Dopo Duplantis, Karalis e Lillefosse, ecco il fenomeno Zhoya. Suhr 4,91 a 37 anni. Il comeback di Andre De Grasse. In arrivo grandi mezze a Praga e Berlino.

 

di Marco Buccellato

E’ un mondo strabiliante quello del salto con l’asta, dove convivono generazioni tra loro molto distanti per età e formazione. L’ultimo fine settimana è l’esempio più calzante. Negli Stati Uniti la veterana Jennifer Suhr, nata Stuczynski, un titolo olimpico e uno mondiale indoor, 37 anni compiuti in febbraio, ha saltato 4,91 alle Texas Relays di Austin, sesta prestazione di una carriera lunghissima e iniziata tardivamente, a ventidue anni. In Australia l’appena 16enne Sasha Zhoya, franco-canadese nato il 25 giugno 2002, si è superato volando in agilità sopra i 5,56, nuova miglior prestazione mondiale Under 18. Ventun anni di differenza tra i due, oltre un quinto di secolo, a sancire la bellezza di una specialità che è capace di stupire per la precocità dei suoi talenti in fiore e della longevità degli interpreti più esperti e determinati a continuare a volare.

E’ il proposito, mantenersi tanti anni al vertice, espresso poche ore fa anche dal campione europeo indoor Pawel Wojciechowski, che non è più un giovanotto ma che è uscito entusiasta dalla stagione indoor, esprimendo la volontà di restare ai vertici per altri dieci anni, fino alla soglia del quarantesimo anno di età. L’asta è attualmente, tra le tante specialità dell’atletica leggera, la fucina più grande di talenti che sbocciano precocemente. Ne è testimonianza l’ultimo triennio di volteggi maschili firmati da fenomeni quali lo svedese con doppio passaporto Armand Duplantis e il greco Emmanouil Karalis, con in subordine il norvegese Lillefosse. A Duplantis, Zhoya è accomunato dalla doppia nazionalità, francese e australiana. Proprio a Karalis, Zhoya ha soffiato la miglior prestazione mondiale Under 18, ex-categoria allievi, salendo un centimetro oltre il limite del greco nel quadro delle gare Under 20 dei campionati australiani di Sydney, che termineranno domenica 7 aprile.

Il teenager Zhoya ha gareggiato anche in Francia nell’inverno, vincendo il titolo indoor di categoria di 5,32, poi è rientrato nella sua abituale sede di Perth, dove ha stabilito già con 5,40 il limite Under 18 dell’Oceania e del Commonwealth. Ora il miglioramento, imponente, fino a 5,56, celebrato come world best sia da parte australiana che francese. In lui, fuoriclasse predestinato con mezzi fisici straordinari, che già chi vede la suggestione futuribile di un nuovo asso del decathlon. Versatile e eccellente su più fronti, ha dalla sua parte numeri forti soprattutto sugli ostacoli, dove quest’anno è stato capace di correre i 60hs in 7.48 e addirittura due anni fa in 13.24 i 110hs (sempre con barriere da 91,4 centimetri). Ha vinto in gennaio un dacethlon di categoria con 7.271 punti, ma è il salto con l’asta che fa di lui il nuovo tesoro dell’atletica giovanile. Quasi mezzo metro più su rispetto al 2018, e siamo solo a un quarto dell’anno nuovo.

TEENAGERS WORLD: GIAMAICA – Mentre Zhoya saltava sul mondo, ai seguitissimi ISSA/Grace Kennedy Boys and Girls Championships di Kingston furoreggiavano le gemelle Clayton e l’altro versatile talento Wayne Pinnock.

L’inesauribile serbatoio giovanile caraibico ha prodotto la fantastica coppia di gemelle, Tia e Tina, nate nell’agosto del 2004, che da inizio anno fanno parlare di sé per la vertiginosa crescita, obbligandoci a occuparcene per la terza volta in un mese di report esteri. Prima Tia, 11.37 e poi 11.32 ventoso sui 100, e poi Tina con 23.25 sui 200. Agli ISSA Champs, boom di Tina sui 100 in 11.27, il crono più veloce mai corso da una ragazza di soli 14 anni. Sul fronte maschile, la firma sui campionati è quella di Pinnock, 13.06 controvento sui 110hs con ostacoli da 99 centimetri e 8,05 nel lungo, primo over-8 legale dopo che le prime gare della stagione l’hanno già portato a 8,14 e 8,10 con vento oltre norma.

L’EREDITA’ – La luce del dopo-Bolt, ancora flebile, disegna un alone su altri candidati del pianeta Giamaica: Oblique Seville (18 anni e 10.13), Jeremy Farr (18, 45.65 sui 400), il non ancora 18enne Farquharson (1:48.67 sugli 800). Dalle ragazze, oltre le precocissime gemelle Clayton, numeri sensazionali per le altre sprinter Ashanti Moore (18 anni, 11.17), la Kevona Davis già citata in queste pagine (17 anni è già l’anno scorso a 11.16 e 22.72) e la stellina di sprint e ostacoli Ackera Nugent, ancora non 17enne, che ha firmato i 100hs in 12.91 controvento, ovviamente con le barriere da 76,2 centimetri. A proposito di Bolt-eredi, colui che sembrava poterne seguire le tracce, il canadese Andre De Grasse, è finalmente rientrato dopo lunghissimo stop per infortunio, da ultimo frazionista del team canadese della 4×100 che ha vinto la serie migliore delle gare di staffette veloci alle Florida Relays di Gainesville. Con Smellie, Brown, Rodmey e De Grasse, il display ha segnato il crono più veloce al mondo dei primi tre mesi dell’anno, in 38.34.

COMING SOON, OCCHIO AL CRONOMETRO – In arrivo un fine settimana di gare su strada di grande interesse: a Praga una mezza maratona che si preannuncia nuovamente foriera di crono sensazionali soprattutto al femminile, con le keniane Fancy Chemutai e Caroline Kipkirui (65:07), la primatista asiatica Alia Mohammed Saaeed e l’oro europeo dei 10000 metri, l’israeliana di origini keniane Lonah Chemtai Salpeter (67:55) e l’americana bronzo mondiale Amy Cragg. Tra gli uomini, keniani di primo piano e l’ex-recordman europeo di maratona Sondre Nordstad Moen. Sulla distanza della mezza maratona c’è anche il possibile exploit a Berlino, annunciato dalla olandese primatista europea Sifan Hassan, che ora mira al record del mondo. Per questa gara, la Hassan ha rinunciato alla selezione nel mondiale di cross di Aarhus, e ha trascorso un lungo periodo di preparazione in Etiopia.

MARATONE, ASPETTANDO LE BIG RUN – Alcune 42km antipasto da un capo all’altro del mondo, prima del pasto completo con le grandi corse di primavera: a Daegu l’ennesimo ritorno dell’ex-primatista del mondo Dennis Kimetto, a Vienna buoni interpreti keniani (Kirwa, Keter) con ugandesi in agguato (Kiplimo, Mutai), sull’onda dell’entusiasmo per il doppio colpo iridato nel cross di domenica scorsa. Tra le donne, l’espertissima Nancy Kiprop a caccia del terzo successo consecutivo nella capitale austriaca, e la tre volte vincitrice a Roma, l’etiope Rahma Tusa. A Hannover, il primatista tedesco Gabius contro i keniani.

SEGUICI SU: Instagram @atleticaitaliana | Twitter @atleticaitalia | Facebook www.facebook.com/fidal.it

Condividi con

Seguici su:






Source link