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03 Maggio 2019

Nella prima tappa della IAAF Diamond League l’azzurra Vallortigara 1,85 nell’alto (settima), Pedroso nona nei 400hs. Guliyev 19.99 nei 200, Stahl oltre i 70 metri nel disco

 

di Nazareno Orlandi

Prima tappa della IAAF Diamond League a Doha con otto migliori prestazioni mondiali stagionali e un paio di risultati-copertina nello stadio che in autunno ospiterà i Mondiali: su tutti il 19.99 (+1.3) del campione del mondo dei 200 metri Ramil Guliyev con una grande fase lanciata dopo una curva da rivedere e il 70,56 (WL) dello svedese Daniel Stahl nel disco con il primo lancio nella storia della Diamond League sopra i 70 metri. World lead 2019 anche per la sudafricana Caster Semenya negli 800 (1:54.98) dopo la pronuncia del Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna, per la britannica Dina Asher-Smith nei 200 (22.26/1.1), per la statunitense Dalilah Muhammad nei 400hs (53.61) nella gara dell’esordio 2019 della primatista italiana Yadisleidy Pedroso (Aeronautica, nona in 57.20), per l’ottocentista del Botswana Nijel Amos (1:44.29), per il keniano Elijah Manangoi (3:32.21) nei 1500, e poi per il marocchino Soufiane El Bakkali nei 3000 siepi (8:07.22) e per la keniana Hellen Obiri nei 3000 (8:25.60) che batte l’etiope Genzebe Dibaba (8:26.20) in uno dei duelli più serrati dell’intero meeting. Non va oltre 1,85 Elena Vallortigara nell’alto alla seconda uscita all’aperto dopo l’1.90 di Siena del 25 aprile. Per la vicentina dei Carabinieri tre errori alla successiva misura di 1,88, in una gara che stenta a decollare quasi per tutte. Il 6 giugno la Diamond League farà tappa a Roma, con lo spettacolo dello stadio Olimpico. 

200 EUROPEI: GULIYEV&ASHER-SMITH – Si scende già sotto i 20 secondi sui 200 d’Europa. Il 19.99 del turco-azero Ramil Guliyev si inserisce al secondo posto delle liste mondiali dell’anno, dopo il 19.76 del sorprendente nigeriano Oduduru. Alex Quinonez (Ecuador, 20.19) e il canadese Aaron Brown (20.20) rimangono a distanza di sicurezza. Non c’è storia nemmeno al femminile: la britannica tre volte medaglia d’oro a Berlino 2018 Dina Asher-Smith brucia la pista in 22.26 sfruttando anche il vento amico (1.1), ed è lontana l’olandese Jamile Samuel (22.90). Danza tra gli ostacoli a ritmo di WL la campionessa olimpica in carica, l’americana Dalilah Muhammad, in grado di un brillante 53.61 a inizio stagione. Non può essere soddisfatta, invece, Yadisleidy Pedroso (Aeronautica), mai in gara, nona con 57.20, al rientro dopo i lunghi periodi di training tra Tenerife (Spagna) e Antalya (Turchia). Tra gli ostacoli alti, la più efficace è la giamaicana Danielle Williams (12.66/0.9), nella serataccia dell’oro olimpico di Rio Brianna McNeal inchiodata sui blocchi (settima, 12.94).

LANCI: STAHL TRE VOLTE +70 – Se l’attesa era per lo statunitense Ryan Crouser nel peso (oggi si accontenta, si fa per dire, di 22,13 davanti al 22,06 del neozelandese Tomas Walsh), la scena dei lanci è tutta per Daniel Stahl.

Lo svedese vicecampione mondiale ed europeo picchia forte nel disco: lo scaraventa per la prima volta in dieci anni di storia della Diamond League oltre il muro dei 70 metri (70,56), per sgretolare il precedente record del circuito di Piotr Malachowski datato 2010 (69,83) con una serie in crescendo nei primi tre turni (69,63, 70,49, 70,56 e poi un altro 70,32 all’ultimo lancio) e la seconda misura in carriera non lontana dal suo limite di 71,29. Curiosità statistiche: è anche il primo +70 di sempre timbrato su territorio asiatico, e diventa il primo uomo con sei lanci da +69,50 nella stessa serie, il terzo con tre “shot” oltre i settanta nella stessa serata. Applausi.

SEMENYA, 30 VITTORIE DI FILA – Negli occhi la grinta della leonessa ferita. Caster Semenya conduce la solita prova autoritaria negli 800, a poche ore dalla sentenza della Tas di Losanna secondo la quale dovrà sottoporsi a cure che ne limitino i livelli di testosterone. Niente attacco al record della Kratochvilova ma una cavalcata da 1:54.98 per lei “normale” e la trentesima vittoria di fila sulla distanza di cui è campionessa olimpica e mondiale. Negli 800 al maschile, Bram Som è il solito metronomo che tiene alta l’andatura fino ai 500, dopodiché si sfila e inizia la sfida tra il vicecampione olimpico di Londra Nijel Amos (Botswana) e il keniano Emmanuel Korir. Più verve negli ultimi ottanta metri per Amos che va via in progressione (1:44.29) e detta legge nella volatona di gruppo su Korir (1:44.50) e lo statunitense Donavan Brazier (1:44.70). Vittoria di rimonta, a suon di WL, per il marocchino argento mondiale Soufiane El Bakkali nei 3000 siepi (8:07.22) sulla cui scia si migliorano lo statunitense Hillary Bor (8:08.41) e il keniano Leonard Kipkemoi Bett (8:08.61). Appassionante anche il duello nei 1500, anche qui con il primo tempo delle fresche liste mondiali tra i keniani Elijah Manangoi (3:32.21) e Timothy Cheruiyot (3:32.47). Gran finale con il 3000 femminile molto tirato, vissuto sul testa a testa tra la keniana Hellen Obiri (8:25.60) e l’etiope Genzebe Dibaba, al personale in 8:26.20. 

SALTI: MAHUCHIKH 17ENNE D’ORO – Soltanto la junior Yaroslava Mahuchikh conferma nell’alto il talento di cui è dotata (1,99 indoor). L’ucraina marca 1,96, diventando a 17 anni la più giovane vincitrice di una gara di Diamond League, in una prova che lascia al palo la bulgara Mirela Demireva, la svedese Erica Kinsey e la croata Ana Simic, tutte a 1,91. L’azzurra Vallortigara entra a 1,75, poi, con le spalle al muro a 1,80 ricorre al terzo tentativo: l’asticella balla per qualche secondo e resta su. Supera 1,85 al secondo assalto ed esce di scena a 1,88, con un pizzico di delusione. Non si esagera nemmeno nell’asta maschile: 5,80 per lo statunitense oro mondiale Sam Kendricks e briciole per gli altri, a partire dal brasiliano campione olimpico Thiago Braz (5,71). In quattro centimetri le prime tre del lungo femminile: la colombiana Caterine Ibarguen 6,76 (0.5), l’ucraina Maryna Bekh 6,74 (0.4), l’australiana Brooke Stratton 6,73 (0.1). Shanghai, sabato 18 maggio, per la seconda tappa della stagione.

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