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06 Maggio 2019

In Florida l’ex-iridato abbatte i 10 secondi. Infantino 10.38 e 20.73. Novità USA: White 10.96, Stewart 44.38. Kipchoge, due ore nel mirino a Londra.

 

di Marco Buccellato

Nella tardissima serata di ieri ora italiana, Yohan Blake è tornato sotto i 10″ nel PURE Athletics Sprint Elite Meet di Clermont, in Florida. Il giamaicano già campione del mondo dei 100 metri a Daegu ha corso in 9.98 con vento legale di 0,3, precedendo un altro campione del mondo, di categoria U20 a Eugene nel 2014, Kendal Williams, cronometrato in 10.10. Antonio Infantino, fresco di personale a Gainesville (10.26), è giunto quinto in 10.39 precedendo l’ennesimo iridato iscritto al meeting, Tyson Gay (10.43). In batteria, un centesimo meglio per Infantino (10.38/0,6), terzo ancora dietro Blake (10.01) e lo sprinter USA Bacon (10.24), a sua volta terzo in finale in 10.28. Sui 200 Infantino è invece giunto secondo in 20.73 con vento legale di 0,1, preceduto solo dallo sprinter di Trinidad Kyle Greaux (20.15). Per Infantino, il crono rappresenta la settima prestazione della carriera, a due decimi dal personale. Un’altro oro di Eugene 2014, la velocista Kaylin Whitney, ha vinto i 400 in 52.43, largamente primato personale. Un meeting in parte condizionato nei risultati dalle condizioni non ideali, che hanno turbato l’intero fine settimana di attività USA, portando anche alla cancellazione di intere manifestazioni causa maltempo.

WHITE 10.96 WL, STEWART 44.38 – Sorpresa per il corposo miglioramento della 23enne Kayla White, campionessa NCAA indoor in marzo sui 200 metri, che nella Mid-Eastern Athletic Conference disputata nell’Irwin Belk Track di Greensboro ha sensibilmente abbassato il personale dei 100 metri da 11.21 a 10.96, il crono più veloce al mondo e primo sotto gli 11″. In scia, storico record giamaicano U20 per Kiara Grant, che in 11.11 ha migliorato di un centesimo l’annoso primato nazionale di categoria di Veronica Campbell (11.12), realizzato nell’edizione 2000 dei mondiali juniores. Per la White il bis sui 200 in 22.52, personale e miglior risultato NCAA della stagione. L’altro grosso risultato della MEAC è arrivato da un altro emergente della North Carolina come la White, Trevor Stewart, che dopo una batteria sorprendente da 44.4 manuale ha vinto la finale in 44.38, terzo crono mondiale dell’anno e terzo personal best in tre gare, dopo il 45.14 dell’esordio e il 44.54 di Baton Rouge. Vanno forte anche lo sprinter USA Rowe (10.05 e 20.12), il ghanese Amoah (10.18 e 20.20), il liberiano Sirleaf (20.37, record nazionale) e l’ostacolista Madeleine Akobundu, scesa a un eccellente 12.81 con quattro decimi di progresso.

IL RITORNO DI JODIE – Dopo otto stagioni e una sequenza impietosa di infortuni, la 25enne britannica Jodie Williams, che fu campionessa del mondo allievi e junior e due volte oro europeo junior, ha ritrovato smalto e cronometro amico migliorando il personale sui 100 metri, seppur di un solo centesimo, correndo in 11.17 in un meeting a Lubbock, favorita da 2 metri di vento esatti (successo di Tawanna Meadows in 11.15). La Williams ha anche corso i 200 in 22.49 ventoso. Ghana in spolvero: oltre a Amoah, citato poc’anzi, a Lubbock personale per Yeboah (10.16), reduce da un 10.06 ventoso a Abilene.

FRASER-PRYCE IN GIAMAICA – La plurimedagliata Shelly-Ann Fraser-Pryce ha vinto i 200 metri nel Nike Seniors Link Up meet di Kingston, collocato in calendario al posto del Jamaica Invitational. Per la Fraser-Pryce 23,07, dopo l’esordio sui 100 in 11.20 a St. Georges.

Gran gara di lungo maschile, di cui mancano i dettagli sul vento, con Tajay Gayle primo con 8,30, Shawn-D Thompson secondo con 8,17 e Emanuel Archibald (Guyana) terzo con 8,13.

PALO ALTO, HAPPENING MEZZOFONDO – La riunione ha offerto i risultati attesi, con 25 atleti a garantirsi il minimo iridato per Doha e tre con in tasca anche quello olimpico. Si tratta della coppia olandese Sifan Hassan e Susan Krumins, prima e seconda sui 10000 metri in 31:18.12 e 31:23.81, e dell’etiope Yomif Kejelcha vincitore dei 5000 in 13:10.72, mondiale stagionale. Oggetto di attenzioni mediatiche soprattutto la Hassan, all’esordio sulla distanza in pista, supportata dall’ottimo lavoro della pacemaker d’eccezione Emma Coburn, iridata dei 3000 siepi. Minimo iridato sui 5000 anche per diversi europei, il britannico Andrew Butchart (13:18.16, record europeo stagionale) e i belgi Isaac Kimeli (13:18.19) e Robin Hendrix (13:19.50).

GIAPPONE, WL SUI 5000 DONNE – Nei Golden Games di Nobeoka (sabato) miglior crono mondiale stagionale sui 5000 donne di Tomoka Kimura in 15:19.99 e secondo tempo mondiale, dietro Kejelcha, sui 5000 uomini con Evans Keitany (13:12.65, record del meeting). Sui 10000 successo in 27:53.67 di Yuta Shitara, primatista nazionale di mezza maratona e ex di maratona. Sempre in Giappone, ieri a Osaka, record nazionale con tre metri di miglioramento per la giavellottista Haruka Kitaguchi (64,36), che fu oro mondiale alllievi nel 2015. L’orizzonte giapponese si chiude con una nuova maratona, e il ritorno al successo, di Yuki Kawauchi, che a venti giorni dalla maratona di Boston (17esimo in 2h15:29) ha vinto la 42km di Vancouver in 2h15:01.

MARATONE, SEMPRE E SOLO KIPCHOGE – Kawauchi ci introduce sul terreno della maratona per alcune notizie: dopo il successo di Londra, Eliud Kipchoge guida la classifica maschile delle Abbott World Marathon Majors Series con 50 punti sugli etiopi Lelisa Desisa (41) e Mosinet Geremew (32). Brigid Kosgei (50) precede Ruti Aga (41) e Vivian Cheruiyot (32) tra le donne. La serie attuale ha avuto inizio con l’edizione 2018 della maratona di Berlino e si concluderà con la maratona donne del mondiale di Doha e due giorni dopo con quella tedesca di Berlino, il 29 settembre.

Qui arriviamo a Kipchoge: è di stamane la conferma, via un noto media britannico, che il primatista del mondo di maratona proverà nuovamente a abbattere il muro delle due ore a Londra, in un tentativo – INEOS 1:59 Challenge – dalla caratteristiche compatibili con quelle del “Breaking2” di Monza, dove corse in 2h00:25. La data, da stabilire, è in un possibile ventaglio tra il 27 settembre al 13 ottobre, il che esclude il ritorno di Kipchoge a Berlino, dove lo scorso anno stabilì il record mondiale in 2h01:39. Via social network, lo stesso Kipchoge aveva espresso negli ultimi giorni la volontà di tornare a correre la maratona di Berlino (dove era tornato per qualche ora per un impegno ufficiale). La notizia di oggi, con tanto di foto dell’atleta già con la tuta dell’evento londinese, spariglia le carte e prospetta un percorso completamente diverso scelto dall’atleta, almeno per la seconda parte della stagione 2019.

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