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24 Maggio 2019

Straordinario esordio stagionale nei 100 metri per lo sprinter azzurro che scende sotto i 10 secondi ma con vento oltre il consentito (+2.4). È il 100 più veloce mai corso in ogni condizione

 

Senza quel soffio di vento di troppo sarebbe stato il record italiano dei 100 metri. Filippo Tortu (Fiamme Gialle) ha corso a Rieti in 9.97, con una brezza alle spalle di +2.4, di poco superiore al consentito (il limite, vale la pena ricordarlo in questo caso, è +2.0). Il risultato della Riunione nazionale della velocità “Fastweb Cup” non può quindi essere omologato come primato, ma l’esordio del ventenne recordman nazionale è comunque da urlo: è il cento metri più veloce mai corso in ogni condizione di vento da uno sprinter italiano, considerato che la leggenda Pietro Mennea con vento oltre la norma si era spinto fino a 9.99. “Pippo”, che nel 2018 era stato il primo a infrangere la barriera dei dieci secondi (9.99), lancia la stagione individuale con una performance strepitosa, preceduta da un altro tempo ventoso in batteria (10.08, +2.2), ottanta minuti prima di sfrecciare a 9.97 in finale. Secondo posto in 10.00 per il canadese Aaron Brown, terza piazza in 10.11 per il francese Amaury Golitin. È la migliore premessa verso il Golden Gala Pietro Mennea del 6 giugno, a Roma, dove sarà tra le stelle dei 200 metri. La tribuna dello stadio Guidobaldi, che dodici anni fa era impazzita di gioia per il record del mondo di Asafa Powell torna a riempirsi d’entusiasmo e colori, animati dai ragazzi appena usciti da scuola che fanno un tifo da paura. Quando lo speaker annuncia il nome di Filippo Tortu è un doppio boato, in batteria e poi in finale. Il primo round è per scaldare i motori ed è già su livelli non lontani dalle porte dei 10 secondi. Nel turno decisivo, poi, Tortu scatta di nuovo dalla corsia 5 mentre Eolo prepara lo scherzetto: uscirà un +2.4, e peccato, perché pochi istanti prima, nella finale dei 100 donne con il secondo posto di Irene Siragusa (11.35) era stato ben entro i limiti (+1.4). Il canadese Brown scappa via nei primi quindici metri, quindi lo sprinter brianzolo allenato dal papà-coach Salvino si accende e innesca una fase lanciata di “fuego”. Sul tabellone luminoso compare “9.97” e tutta la tribuna esplode nell’applauso, alleviato, quanto basta, dalla comunicazione del vento che si fa attendere qualche secondo in più. Niente record, ma l’impressione è che sia soltanto rimandato. Scoppia la festa in pista: “Pippo” sorride, saluta i suoi tifosi, per il pubblico comincia la caccia al selfie e c’è anche un fan d’eccezione come l’ex giudice di Masterchef Joe Bastianich a congratularsi con la freccia azzurra.

VIDEO | I 100 METRI DI FILIPPO TORTU A RIETI

TORTU: “FANTASTICO” – “È qualcosa di fantastico, non potevo chiedere esordio migliore – le parole di Tortu – Una delle giornate più belle della mia vita, in una cornice stupenda, ed è questo quello che amo dell’atletica, del mio sport. C’è stato il vento purtroppo, ma qui correvo contro uno dei velocisti più forti al mondo, dopo i primi 50 metri ho pensato solo a correre rilassato e il tempo è arrivato. Voglio far diventare l’atletica più grande possibile e questa gara la dedico a mio fratello Giacomo, che mi ha aiutato molto negli allenamenti e in tutto il resto”.

VIDEO | LE PAROLE DI TORTU DOPO IL 9.97 VENTOSO (di Marco Sicari)

LA BATTERIA – Era iniziata da 10.08 ventoso (+2.2) in batteria la stagione di Filippo Tortu (Fiamme Gialle) nei 100 metri. Il primatista italiano aveva corso forte già nel primo round, siglando il miglior tempo del lotto e battendo nella propria batteria il francese Amaury Golitin (10.27). Superato anche il canadese Aaron Brown nella sfida a distanza tra i favoriti (10.16, +0.8). In finale con uno dei migliori crono anche il sudafricano Thando Roto (10.40/+0.8) e si era migliorato di due centesimi l’azzurrino junior Lorenzo Paissan (Lagarina Crus Team) con 10.44 (+0.8). In batteria al femminile miglior tempo per la sudafricana Tebogo Mamathu (11.42/+0.8) e la più veloce delle azzurre era stata Irene Siragusa (Esercito) con 11.51 (-0.2). Sarò proprio Mamathu a conquistare la vittoria in finale con 11.33 (+1.4), mentre nella finale B al maschile il vento di +3.9 trascina Nicholas Artuso (Fiamme Gialle) a 10.37.

RE SUPER 45.51 – Desta ottime impressioni Davide Re (Fiamme Gialle) nei 400 con 45.51, o perlomeno fino ai trecento metri che consuma a ritmo di record italiano, prima di accusare lo sforzo negli ultimi ottanta-cento metri. Al secondo posto c’è lo sloveno Luka Janezic (46.26), mentre l’altro azzurro delle World Relays di Yokohama Giuseppe Leonardi (Carabinieri) resta sopra i 47 secondi (47.04). Il ritorno nella specialità dopo quattro anni dell’ostacolista José Bencosme vale 48.03. Giornata “no” per Andrew Howe che finisce molto lontano: 48.12. 

CHIGBOLU C’È: 51.86 – Sulla pista di casa fa mulinare le gambe con decisione Maria Benedicta Chigbolu (Esercito) che firma il terzo tempo in carriera con 51.86 nei 400 metri, a diciannove centesimi dal primato personale. Seconda piazza per la britannica Ama Pipi in 53.09 e l’altra azzurra Marta Milani finisce al terzo posto con 53.75.

200: PAVESE E CORSA – Cresce Alessia Pavese (Atl. Brescia 1950 Ispa Group) nei 200 metri. La sprinter che ha fatto parte del gruppo azzurro alle World Relays disegna una bella curva sulla pista di Rieti e stampa sul display un 23.51 (+0.1) che le regala 23 centesimi di personale, lasciandosi alle spalle la spagnola Cristina Lara (23.75), la quattrocentista azzurra Rebecca Borga (Fiamme Gialle) che si esprime in 23.89 e l’altra quattrocentista Raphaela Lukudo (Esercito) 23.94. Vento troppo forte alle spalle quando vanno in pista gli uomini dei 200: Daniele Corsa (Fiamme Oro) si aggiudica con 20.80 il testa a testa con lo spagnolo Samuel Garcia (20.94) ma Eolo è superiore al consentito (+2.8). Netto progresso per Michele Rancan (Atl. Vicentina) che scende a 21.10.

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