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27 Maggio 2019

Shelly-Ann Fraser-Pryce torna sotto gli 11″. I migliori risultati NCAA, super-lanci in Europa.

 

di Marco Buccellato

E’ l’ennesima resurrezione della campionissima tascabile giamaicana. L’unica, nella storia dell’atletica, ad aver vinto per due volte il titolo olimpico e quello mondiale dei 100 metri. A 32 anni compiuti, Shelly-Ann Fraser-Pryce è scesa nuovamente, per la nona stagione sulle ultime dieci disputate (assente solo nel 2017), sotto gli 11 secondi a Kingston, sabato scorso. Il 10.97 con vento legale fa di lei la seconda donna più veloce dell’anno dopo la 22enne americana Kayla White (10.96), e 24 ore dopo che altre due sprinter USA, nelle fasi regionali NCAA, avevano abbattuto la barriera in 10.99, Teahna Daniels e Sha’Carri Richardson, lei meno di 20 anni. Un meeting di Kingston, il Jamaican All-Comers meet, in cui ha dato discreti segnali anche l’altra big della velocità giamaicana Elaine Thompson, prima in un’altra serie in 11.09. In tempi di magra per la velocità Made in Kingston, nel difficile dopo-Bolt, la longevità della regina dello sprint degli ultimi dieci anni ripropone d’attualità, almeno in parte, il dualismo USA-JAM che ci ha a lungo accompagnato.

NCAA WEST – A Sacramento conferma del nuovo standard di Cravon Gillespie a due settimane dal 9.97 di Tucson. La doppia volata, in proiezione della finali di Austin (5-8 giugno), è archiviata in 10.01 e 10.03. Dopo il 19.76 di Waco, per il nigeriano Oduduru l’impegno di Sacramento è chiuso in 19.93 ventoso. Tra i tanti ottimi crono dalla sede Ovest, 20.04 di Andre Hudson, 44.78 di Kahmari Montgomery, e come già detto 10.99 di Teahna Daniels, capace di migliorarsi anche sui 200 (22.51), ma non di centrare il miglior crono, andato alla 22enne Angie Annelus in 22.36, secondo tempo del 2019. Ancora superlativa la giamaicana Janeek Brown, al personale sui 200 (22.47) ma battuta sui suoi 100hs per due centesimi dalla statunitense Brissett (12.69 ventoso).

NCAA EST – Oltre all’altro 10.99 (della Richardson, classe 1999, per il mondiale stagionale U20), notevoli picchi dal 400ista Trevor Stewart, 44.55 in batteria e 44.77 nel turno successivo, e sull’asse sprint-ostacoli: Grant Holloway firma due volte i 110hs in 13.19 e 13.10 (con Daniel Roberts primo in 13.13 in altra serie), Quincy Hall si candida per il successo a Austin sui 400hs (48.54), Jaron Flournoy si migliora due volte sui 200 in 20.18 e 20.09. Sui 200 è una pletora di 20 secondi “bassi”: il giapponese Sani Brown 20.13, il giamaicano Ewers 20.15, Nick Gray 20.15. I 200 donne sono uno sguardo sul futuro: sei sprinter sotto i 22.80, tre sono nate nel 1999 (Sturgis la più rapida in 22.52), una è ancora U20 (la solita Richardson).

MAPPAMONDO – Il getto del peso sta germogliando misure di livello internazionale anche in paesi tradizionalmente meno in vista.

La stessa cosa, da anni e ormai ben consolidata, è successa nel lancio del giavellotto, con la scalata ai vertici e medaglie globali per specialisti di Trinidad, Kenya, Egitto, India. Nel peso, il Caribe si è affacciato in zona medaglia con il giamaicano Richards, bronzo mondiale, e a livello di misure anche in altri stati dell’area. Ora tocca al gigante delle Isole Vergini Britanniche Eldred Henry, già da qualche anno nell’orbita dei 20 metri ma sabato scorso, nella Divisione II NCAA a Kingsville, autore di un sensazionale progresso fino a 21,47.

LANCI IN EUROPA, FESTA PER TUTTI – Il lungo weekend è partito venerdì con l’86,19 del giavellottista tedesco Bernhard Seifert a Schönebeck, capace di battere per la prima volta dopo sei anni il campione olimpico Thomas Röhler (85,69). Ieri a Offenburg il bis in una gara fantastica: Seifert ancora più lontano, fino al personale di 89,06, Röhler nuovamente battuto (85,47), ma il vincitore della Diamond Race 2018 Andreas Hofmann più bravo di tutti con 89,40, primato mondiale stagionale che ha riportato in Germania la leadership a 24 ore dall’exploit centrato in Finlandia dall’estone Magnus Kirt con 89,33, miglior lancio al mondo per una sola notte. In una festa così ricca di invitati, poteva mancare la Repubblica Ceca? Ecco dunque i quasi due metri di miglioramento per la 29enne Ogrodnikova, che con 67,40 centra il primato europeo stagionale e affila le armi per il favoloso “summit” del Golden Gala Pietro Mennea, contro la connazionale e primatista mondiale Spotakova (rientrata in settimana con 63,85), la campionessa d’Europa Hussong e le primedonne cinesi Liu Huihui e Lyu Shiying.

FAJDEK, ECCO GLI 80 METRI – Ecco il primo over-80 nel martello, firmato da Pawel Fajdek nell’Elite meet di Forbach, in Francia, con altre vittorie polacche nel peso uomini (Haratyk 20,51) e nel martello donne (Fiodorow 71,51). Triplo da record nazionale del Burkina Faso (all’aperto) per Hugues Fabrice Zango (17,22), già al record africano globale nell’invernata indoor (17,58) e brutto cliente per i tanti altri big presenti il prossimo 6 giugno al Golden Gala. Ancora Polonia: due settimane fa in questa rubrica avevamo “battezzato” come prossimo 21metrista il pesista Szyszkowski. Sbagliato: sabato a Lodz ha lanciato a 20,99. Ben più “lungo” il croato Filip Mihaljevic, che sabato a Slovenska Bistrica ha trovato il suo giorno dei giorni con un favoloso record nazionale di 21,84, corroborato da altri lanci da 21,57 e 21,77, tutti ben oltre il precedente primato.

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Hugues Fabrice Zango

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