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07 Agosto 2019

Parla il direttore tecnico azzurro a poche ore dall’inizio degli Europei a squadre: “L’obiettivo è la salvezza, i buoni risultati ottenuti ci devono spronare a far ancora meglio”

 

di Nazareno Orlandi

Giornata di viaggio per gli azzurri che a metà pomeriggio sono arrivati a Bydgoszcz, in Polonia, per gli Europei a squadre. “L’obiettivo è la salvezza”, annuncia il direttore tecnico Antonio La Torre, che prosegue: “Non esiste più l’atletica dei giovani e l’atletica dei grandi, questa Nazionale le mette insieme”. Da venerdì 9 a domenica 11 agosto saranno 54 gli azzurri in pista e in pedana per meritarsi un posto tra le prime sette nazioni del continente (su dodici), nella manifestazione che tradizionalmente esalta lo spirito di squadra.

L’atletica azzurra vive un momento favorevole: che Italia vedremo?
“Indubbiamente è un bel periodo ma non dobbiamo cullarci su questo. Quando inizieremo il riscaldamento, chiederò alla squadra estrema concentrazione e attenzione. Adesso si comincia con un’altra atletica e dobbiamo meritarci un posto tra le primi sette, non pensando che gli altri ci regalino niente. I risultati dei mesi scorsi ci devono spronare a far meglio e a prenderci ulteriormente le nostre responsabilità”.

Quale Europa affrontiamo a Bydgoszcz?
“Incontriamo formazioni che storicamente fanno della compattezza e della consistenza la propria forza. Gran Bretagna e Germania al di sopra di tutte, ma probabilmente in questo caso la Polonia è favorita giocando in casa. I nostri storici avversari Francia e Spagna li considero ancora avanti. Se qui esprimeremo a pieno il nostro valore, e se qualcuno dei nostri – magari anche chi aspettiamo meno – confermerà di avere personalità allora potremo divertirci. Ma il primo obiettivo nella mente e nel cuore di tutti è la salvezza”.

Desalu, Re, Crippa e Sottile: quattro migliori accrediti. Cosa aspettarsi?
“Per Desalu è il momento di venir fuori: la strada per Doha passa per questa verifica estremamente importante. Voglio che il 20.51 di Londra si traduca in una prestazione ‘alla Desalu’, perché è davvero uno dei nostri big. Passando ai 400 metri, Re è una delle cose più belle successe all’atletica italiana in questi mesi. Con il suo carattere tranquillo ha dato uno scossone: mi auguro che confermi, come fatto a Yokohama, di essere una delle punte di questa Nazionale, un vero bomber. Da Crippa invece mi aspetto che consolidi sui 5000 la propria leadership, non solo per le prestazioni cronometriche: a Londra in Coppa Europa dei 10.000 si è comportato da vero leader europeo. Avrà un avversario di livello come lo svizzero Wanders, ma sa leggere la dimensione internazionale e il contesto in cui si trova: è uno dei giovani che ha fatto il salto di qualità. Infine Sottile: è in assoluto la novità del 2019 e ci ha ricordato che non è stato campione del mondo allievi per sbaglio. Dà un’interpretazione artistica di questo sport, al limite del naïf. Se c’è un atleta che può coniugare classe mondiale e sorriso è proprio lui. Bydgoszcz è il suo ring, una battaglia, soprattutto di nervi. Con i solo quattro errori possibili, sarà il cervello a contare”.

Per tanti altri azzurri è un’occasione da non perdere…
“Marcell Jacobs ci ha abituato a stare talmente vicino al muro dei 10 secondi che tutti aspettano il momento in cui lo abbatta, ma qui, anche per lui, è un corpo a corpo nel quale il tempo conta relativamente. Spero si affermi come sprinter di prima fascia in Europa: contro Vicaut andrà a testa alta. È l’esame che stava cercando, perché finora gli è mancato qualcuno che lo stimolasse a spingere anche negli ultimi metri. E poi l’asta: Stecchi è un elemento di classe cristallina e non vedeva l’ora di gareggiare. Dovremo fare molta attenzione tra l’equilibrio del suo tendine e la strategia di gara, ma la grande voglia di tornare in pedana mi fa pensare positivo”.

Al femminile la copertina la merita Ayomide Folorunso.
“Da sette mesi abbondanti dà l’anima, tra Glasgow, Yokohama e Napoli. È lo spirito guerriero che vorrei contagiasse tutta la squadra. È qui per misurare le proprie ambizioni in chiave finale mondiale di Doha nei 400hs. Per quanto riguarda Bogliolo, la cosa migliore è la continuità sotto i 13 secondi nei 100hs e lo spirito agonistico superbo. Non si sottrae mai agli scontri diretti e qui trova tante rivali forti, fedele al suo motto “più che il tempo, mi interessa metterne dietro il più possibile”, che vorrei fosse lo slogan dell’intera spedizione. A Osakue, con il sorriso, ho detto che i bonus delle controprestazioni sono finiti, dopo Bressanone: è abituata a competere e mi aspetto che gli Assoluti siano archiviati. Bydgoszcz per Alessia Trost può essere il momento per togliere i pesi dalle ali”.

È una squadra giovane. Qual è la filosofia di questo ricambio generazionale?
“Guardando la formazione, si può dire che abbiamo un’atletica sola. Non esiste più l’atletica dei giovani e l’atletica dei grandi, questa squadra le mette insieme: i veterani Lingua e Schembri insieme alle 2001 Gherardi e Kaddari. Fantini a Gavle e poi a Bressanone, Visca con il record italiano under 20 all’ultimo lancio agli Assoluti, Coiro che seguiamo da tanto tempo, sono tutte agli Europei a squadre per un’esperienza importante e senza forzature. Nessuno è così sciagurato da non aver riflettuto sulla bilancia esperienza-gioventù: queste ragazze hanno dimostrato una maturità che va oltre l’anagrafe”.

Quanto mancano tre big come Tamberi, Tortu e Vallortigara?
“Li sentiamo qui con noi, molto vicini. Ma non dimentichiamo che non abbiamo sostituti nelle loro gare, bensì competitor diretti. Filippo sta recuperando da un infortunio serio e siamo sulla buona strada per rivederlo competitivo ai primi di settembre. Gimbo sta cercando quell’idea di salto che lo candidi alle prime posizioni di Doha. Elena l’ho salutata all’Acqua Acetosa appena prima di partire: il recupero fisico è completo, ora si ricomincia a saltare e faremo tutte le valutazioni necessarie sul suo percorso agonistico”.

A meno di due mesi dai Mondiali di Doha qual è il significato di Bydgoszcz?
“Capire la consistenza reale dell’atletica italiana. Al di là di tutti i percorsi individuali, qui la lente si sposta sul collettivo e lunedì faremo i conti. Partiamo per restare nell’élite europea e per mettere un mattone importante verso i Mondiali. Ragionando sull’incontro Europa-Usa di Minsk del 9-10 settembre, se saremo così bravi da meritarci un invito per una delle staffette veloci non ci tireremo indietro. E per due o tre nostri atleti, in prove individuali, potrebbe essere la gara ideale prima di Doha”.

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