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09 Agosto 2019

Azzurri in evidenza nella prima giornata dell’Europeo a squadre. Nove qualificati sui dieci impegnati nelle eliminatorie dello sprint: Jacobs corre i 100 in 10.09, Bogliolo (12.83) e Re (45.86) i più veloci del round

 

Un’ottima Italia chiude ad un passo dall’en-plein di qualificati alle finali la prima giornata dei Campionati europei a squadre di Bydgoszcz (Polonia). Dei dieci atleti impegnati nelle prove di ammissione (gare di sprint e ostacoli), ben nove guadagnano la promozione. In particolare evidenza Marcell Jacobs nei 100 metri (10.09, vento +1.6, secondo tempo assoluto dietro il 10.07 del francese Jimmy Vicaut), Davide Re nei 400 (45.86, miglior tempo dei qualificati), e Luminosa Bogliolo nei 100hs (12.83, +0.3, anche per lei miglior tempo del lotto). Promossi anche Ayomide Folorunso nei 400hs (56.49), Eseosa Desalu nei 200 metri (20.86, +0.7), Mariabenedicta Chigbolu nei 400 (53.23), Hassane Fofana nei 110hs (13.69, +0.6), Zaynab Dosso nei 100 (11.49, +0.6), e Gloria Hooper nei 200 (23.57, +0.6). Il solo ad essere stato eliminato è il quattrocentista ad ostacoli Alessandro Sibilio, decimo (50.76). Nelle due uniche gare che assegnavano già punti per la classifica, Daisy Osakue è sesta nel disco (55,74), con Mauro Fraresso che si piazza nella medesima posizione (sesto) nel giavellotto (74,48). In virtù di quanto ottenuto in queste due prove, gli azzurri sono al sesto posto parziale, con gli stessi punti dei francesi (quinti); guida la Germania a punteggio pieno. Domani, nella seconda giornata di gare, saranno ben 17 gli azzurri impegnati sul campo, con in più le staffette 4×100 metri. Da seguire in particolare, oltre ai già citati Davide Re, Marcell Jacobs, e Ayomide Folorunso, l’altista Stefano Sottile, il mezzofondista Yeman Crippa nella prima delle due fatiche già in programma (correrà i 5000 metri) e il pesista Leonardo Fabbri.

di Marco Sicari

LA CRONACA DELLE GARE

Sole, temperatura poco superiore ai 20 gradi, vento leggero: condizioni atmosferiche pressochè ideali a Bydgoszcz, Polonia, nella prima giornata della finale Super League del Campionato Europeo a squadre. Si assegna il trofeo che fu un tempo la Coppa Europa ideata da Bruno Zauli, e che dell’idea originaria, tra modifiche ed il nuovo format nato nel 2009 (con 12 formazioni in campo, uomini e donne a comporre una sola classifica), mantiene il confronto tra squadre che tante straordinarie pagine d’atletica ha contribuito a scrivere nell’arco di decenni. L’edizione 2019 ha un significato particolare: il format sta per cambiare di nuovo, con il ritorno (dal 2021) alle finali a 8 squadre, e ciò vuol dire che quest’anno retrocederanno in First League ben cinque Team. Lotta serrata in testa e in coda, per tre giorni emozionanti. Sulla strada che porta al Mondiale di Doha. 

200m donne
Ci vuole tutta la rabbia di una reazione esemplare, per acciuffare una qualificazione che sembrava ormai sfumata. Gloria Hooper è brava e tenace nei metri finali della sua batteria: la rimonta la porta a gettarsi sul traguardo con altre due avversarie, tutte racchiuse nello spazio di un centesimo, con in palio un solo posto per il passaggio diretto. La veronese se lo aggiudica (23.57, vento +0.6) in forza di una manciata di millesimi di secondo, guadagnando la finale di domenica. Alla fine per lei il sesto tempo di ammissione, nella lista guidata dalla britannica Jodie Williams, 22.97.

200m uomini
Privo di punti di riferimento, dall’esterno della settima corsia, Eseosa Desalu attende l’arrivo degli avversari, all’ingresso del rettilineo, per scatenare tutti i cavalli del suo motore. La frazione tra i 120 e i 160 metri dell’azzurro, corsa con la giusta decisione, rimette le cose in ordine, fino al successo parziale in 20.86 (+0.7), davanti al ceco Maslak (20.89). Nella prima batteria il britannico Kilty si impone in 20.72 davanti al francese Fall, 20.82, così che l’azzurro è terzo nella lista degli ammessi alla finale di domenica pomeriggio.

DESALU: “DOMANI CON LA 4×100 PER FARE BENE”

110hs
Con il brivido, ma ce la fa anche Hassane Fofana: è suo l’ultimo dei tempi di recupero per l’ammissione alla finale. Il bergamasco è quarto nella seconda batteria in 13.69 (+0.6), guadagnando in extremis il pass per il turno conclusivo di domenica pomeriggio. Fofana reagisce discretamente allo sparo, ma non è brillante nelle prime barriere, nelle quali accumula il gap che accuserà poi al traguardo. Lo spagnolo Orlando Ortega e il francese Pascal Martinot-Lagarde, appaiati a 13.39 (vincitori delle rispettive batterie) guidano la lista dei promossi.

100hs
Comincia a diventare difficile trovare nuovi aggettivi per Luminosa Bogliolo. La ligure non perde un colpo, e anche a Bydgoszcz, dove andava a caccia dell’ennesima conferma sub-13, oltre che dei primi confronti diretti al vertice continentale, finisce col richiamare l’attenzione generale. La qualificazione alla finale di domenica arriva, malgrado qualche piccola sbavatura nella fase centrale, con il miglior tempo complessivo, un 12.83 (+0.3) che ne conferma la statura europea; la polacca Koleczek è battuta (12.85) nello spalla a spalla, la tedesca Roleder, una dal palmarès lungo un paio di pagine, vince l’altra batteria ma non va oltre i 13.04. Domenica pomeriggio appuntamento con la finale; un esame di maturità, letto in chiave Bogliolo. “L’obiettivo era battere la polacca in casa – le parole dell’azzurra – ed è stato centrato. Sono partita bene e non ho corso al meglio negli ultimi ostacoli, ma mi sentivo davanti e non ho voluto forzare più di tanto. Un tempo tra 12.80 e 12.85 ormai arriva sempre, che io sbagli o che non sbagli. Bisogna capire quando riuscirò a trovare la gara perfetta. Magari già dalla finale di domenica”.

BOGLIOLO: “CERCO LA GARA PERFETTA”

400m donne
L’obiettivo era avanzare alla finale di domani, e Mariabenedicta Chigbolu lo coglie senza dover fare ricorso ai tempi di recupero. La romana segue intelligentemente la scia della polacca Justyna Swiety-Ersetic (52.32 al traguardo), e chiude al secondo posto in 53.23, ovvero quanto basta per accedere alla finale. Alla fine, mettendo in fila anche i risultati della seconda batteria, la Chigbolu si piazza al quinto posto, dato che serve solo ai fini statistici: domani si ripartirà ovviamente da zero.

400m uomini
Presentarsi al via di una manifestazione di questo livello con i “gradi” di capolista europeo stagionale può, obiettivamente, mandare in confusione. Davide Re, leader silenzioso della truppa azzurra, appare invece del tutto impermeabile all’emozione, al punto da vincere agevolmente la batteria del giro di pista con un buon 45.86. L’azzurro è costretto in avvio ad inseguire il francese Saidy, ma nel corso della seconda curva completa la rimonta e si presenta solitario al comando sul rettilineo conclusivo; un paio di occhiate a destra nel finale segnano la fine delle ostilità (Saidy è secondo in 46.16; Omelko, Polonia, terzo in 46.58). Nella seconda batteria, lo spagnolo Husillos, sbraccia nel finale per imporsi in 46.66. Domani in finale sarà caccia al leader silenzioso. “Sono contento – racconta Re – perché ero più teso per la batteria che per la finale di domani. Volevo cercare di vincere e di consumare meno energie possibile, mentre domani sarà una gara più semplice da affrontare dal lato psicologico. Nei primi 200 metri ho fatto il mio ritmo, non ho guardato nessuno, poi ai 150 dal traguardo ho cominciato a controllare gli altri e nel rettilineo conclusivo ho spinto quanto bastava e ogni tanto mi sono guardato intorno per non farmi beffare alla fine. Avessi gareggiato soltanto nei due turni dei 400 forse avrei tirato di più anche oggi, ma visto che voglio correre anche la staffetta, non potevo sprecare nulla per riuscire a dare ancora il massimo domenica”.

RE: “VOLEVO VINCERE E SPRECARE POCHE ENERGIE”

100m donne
Zaynab Dosso centra l’appuntamento con la finale dei 100 metri in programma domani pomeriggio, cogliendo l’ottavo e ultimo posto a disposizione. L’11.49 della batteria (+0.6), non lontano dal personale di 11.44 ottenuto alla fine di giugno di quest’anno, vale per l’azzurra la quarta piazza parziale, e il premio di una nuova chance in pista. Alla sua portata, domani, almeno quattro avversarie, finite, con lei, nello spazio di appena un decimo di secondo. Davanti, con tempi più leggeri di circa tre decimi di secondo, sarà battaglia tra la britannica Neita (oggi 11.19), la francese Zahi (11.20) e la polacca Swoboda (11.23).

100m uomini
La seconda vita atletica di Marcell Jacobs, quella da sprinter, continua a regalare momenti di notevole intensità. L’azzurro vince agevolmente la batteria in 10.09 (vento +1.6 m/s) e si prepara al match di domani con il francese Jimmy Vicaut, a sua volta vincitore del proprio turno eliminatorio con 10.07 (+0.5). Jacobs fa tutto benissimo: ottimo start, accelerazione potente, ed un lanciato di notevole decontrazione ed efficacia, liscio come il velluto, fino al “folle” dei metri finali che sta diventando una costante (non proprio felicissima, guardando al cronometro e all’anemometro, ma tant’è). Domani per Jacobs sarà il momento della verità, uno dei primi di questa stagione: andrà in gara al fianco di uno dei leader continentali della specialità. Il modo migliore per testare quelle che sono le sue potenzialità da velocista. Dato statistico: per l’italiano è la quarta prestazione dell’anno al di sotto (o uguale) a 10.10. Gli inglesi la chiamano “consistance”.
“Sono abbastanza soddisfatto di questo inizio – le parole di Jacobs nel dopo gara – considerato che in riscaldamento ho avvertito un piccolo risentimento alla gamba destra: sul lanciato ho perso qualche appoggio, ero un po’ contratto per la paura. Ma la gara è andata come doveva e domani è un altro giorno. Vicaut ha iniziato da 10.07, so che domani potremo fare molto meglio entrambi e ci stimoleremo a vicenda. Le condizioni meteo sono ideali, spero che domani resti così perché sarebbe perfetto”.

JACOBS: “DOMANI È UN ALTRO GIORNO. E CON VICAUT…”

Disco donne
Il sesto posto finale di Daisy Osakue non è quello che in tanti, a partire da lei stessa, si attendavano dall’appuntamento di Coppa. La piemontese mette insieme tre prove solo discrete, con un miglior lancio, il primo, misurato a 55,74 (serie: 55,74; 54,94; N). Performance che non basta per entrare nelle prime quattro, chiamate al lancio supplementare dal regolamento della manifestazione. Il rammarico viene dal fatto che la gara, alla fine dei conti, è abbastanza accessibile per la Osakue del 2019, con le sole Vita (Germania, 61,09) e Robert-Michon (Francia, 60,61) a superare la fettuccia dei 60 metri.

OSAKUE: “SIAMO UN’ITALIA AGGUERRITA”

400hs donne
Nessun problema per Ayomide Folorunso. Finale raggiunta, come da pronostico, e una discreta impressione generale ad impreziosire il risultato. Per lei, passaggio diretto grazie al secondo posto parziale, in 56.49, alle spalle dell’ucraina Ryzhykova (56.28), nonostante un lieve infortunio patito in riscaldamento (distorsione alla caviglia). Buona progressione finale, con la sensazione che una buona dose di energie sia rimasta nelle tasche dell’italiana. Nel conto complessivo delle due batterie, Folorunso è quinta, con la ceca Hejnova (55.80) a guidare il gruppo delle finaliste.

FOLORUNSO: “UNA BOTTA IN ALLENAMENTO, MA SONO IN FINALE”

400hs uomini
Lo si sapeva fin dalla vigilia: il compito di Alessandro Sibilio era difficile. Qualificarsi alla finale una piccola impresa, raggiungibile solo a patto di firmare il primato personale (andando oltre un 50.34 vecchio ormai di due anni). E il napoletano non è riuscito a sovvertire il pronostico avverso, piazzandosi al quinto posto, con 50.76, nella prima delle due batterie in programma. Nessun errore particolare per lui né nella ritmica, né sulle barriere, ma semplicemente un gap al momento troppo ampio da colmare. Nel computo complessivo, l’azzurro è decimo, fuori dalla finale. Primo piccolo squillo polacco: Patryk Dobek corre in 48.80, salendo dal terzo al secondo posto delle liste europee 2019. 

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Clicca qui – (PDF) LE SCHEDE DEGLI AZZURRI DI BYDGOSZCZ 2019

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Luminosa Bogliolo (foto Colombo/FIDAL)

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