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27 Agosto 2019

Giovedì 29 agosto la prima finale della Diamond League con il Weltklasse svizzero. In pista e in pedana i big della stagione, a meno di un mese dai Mondiali. Diretta su Sky Sport Arena (20.00-22.15).

 

di Marco Buccellato

Giovedì 29 agosto la IAAF Diamond League fa tappa nella sede designata di Zurigo per la nuova edizione del Weltklasse 2019, prima finale del prestigioso circuito internazionale, che metterà in palio i primi sedici trofei per i rispettivi vincitori, in attesa di assegnare i successivi sedici a Bruxelles il 6 settembre. Per il terzo anno, il format prevede che i finalisti di ogni specialità, qualificati attraverso i dodici meeting precedenti, si affrontino per decretare il vincitore dei 50.000 dollari (con premi a scalare fino all’ottavo classificato) e il Diamond Trophy. Da sempre il meeting di Zurigo offre uno show tra i migliori al mondo. La fama del Letzigrund riporta a sfide e a prestazioni leggendarie entrate nella memoria dell’atletica leggera. Tanti i primati mondiali stabiliti nella riunione svizzera, l’ultimo dei quali (5,06 di Yelena Isinbayeva nell’asta) festeggia mercoledì i dieci anni di longevità. Nelle sedici sfide previste, sono dodici i vincitori 2018 che hanno la possibilità del bis, sei uomini e sei donne: Korir (800), Barega (5000), McMaster (400hs), Starc (alto), Manyonga (lungo) e Hofmann (giavellotto) nelle gare maschili, Miller-Uibo (200), Naser (400), Muhammad (400hs), Chepkoech (siepi), Gong (peso) e Khaladovich (giavellotto).  In chiusura di meeting, lo Zürich Trophy alle ore 21.54 con in pista le azzurre della 4×100: convocate Anna Bongiorni, Zaynab Dosso, Gloria Hooper, Alessia Pavese e Irene Siragusa.

LE SFIDE DELLO SPRINT – Senza Christian Coleman a potersi confermare Diamond League Champion (l’eleggibilità dello sprinter USA dopo il caso dei tre missed tests sarà decisa il 5 settembre), la sfida dei 100 uomini è apertissima, con Noah Lyles e Justin Gatlin favoriti, il sempreverde Michael Rodgers, il giamaicano Blake, il sudafricano Simbine, il cinese Xie, la coppia UK Hughes-Gemili e il primatista svizzero Wilson. Forse ancora più esaltanti i 200 femminili, dove Shaunae Miller-Uibo cerca il tris consecutivo di vittorie nella finale, affrontata dalle migliori: Elaine Thompson e Dina Asher-Smith in prima fila, l’olandese Schippers e l’elvetica Kambundji outsiders (per lei record nazionale di 22.26 sabato), l’imprevedibile nigeriana Okagbare. C’è aria di successo-bis anche sui 400 donne, con la specialista del Bahrain Salwa Eid Naser, imbattuta sul giro da 13 mesi e largamente favorita contro la giamaicana McPherson e la coppia USA Ellis-Wimbley.

OSTACOLI DA PRIMATO? – I 400hs maschili e femminili potrebbero riservare un “boom“. La sfida dell’anno scorso tra Karsten Warholm e Kyron McMaster fu decisa per soli 0.02 in favore del caraibico, che vinse in 48.10. Quest’anno, il display potrebbe illuminarsi con una cifra inferiore di un secondo, dalle parti del primato del meeting (47.10), o forse meno, grazie alla presenza del norvegese e dello statunitense Rai Benjamin. La loro sfida è tra le più attese di Zurigo: nel borsino, Warholm in condizione siderale, Benjamin non gareggia dai Trials, vinti in 47.23, McMaster è in crescita, ma sulla carta sfavorito. Il record del mondo sui 400hs donne, invece, è arrivato e proprio ai Trials, con il 52.20 di Dalilah Muhammad, che come la Miller-Uibo sui 200 cercherà il terzo diamante di fila e rinnoverà la sfida con le top player USA McLaughlin, Spencer e Little. Primato del Letzigrund: 52.84. Si può fare.

DONNE IN PRIMA LINEA – Nella gare di mezzofondo, il cast dei 1500 donne appare decisamente il più qualificato: l’etiope primatista del mondo Genzebe Dibaba, la tedesca Kostanze Klosterhalfen, e due atlete come l’olandese Sifan Hassan e la statunitense Jenny Simpson che vantano già un successo con il vecchio format del circuito. Abbattere il primato del meeting equivale a correre sotto il record europeo. Tutte le migliori in pista anche sui 3000 siepi: dalla primatista e campionessa uscente Beatrice Chepkoech, alle altre keniane Chespol, Kiyeng e Jeruto, alla campionessa del mondo Coburn. Nelle due finali uomini, il brivido dell’incertezza: se Nijel Amos è favorito sugli 800 fronteggiato dai keniani Korir (campione un anno fa), Rotich e Kinyamal, dal bosniaco Tuka e dalle prime linee nordamericane McBride e Brazier, nella roulette dei 5000 l’etiope Selemon Barega cerca il bis contro in una specie di campionato etiope (con Kejelcha, Bekele, Gebrhiwet e Hadis, tutti potenziali vincitori), senza trascurare le chances di Paul Chelimo.

6 METRI AL LETZIGRUND? – Il piatto prelibato dei salti. L’asta uomini con tutti e tre i “seimetristi” del 2019, Sam Kendricks, Armand Duplantis e Piotr Lisek, sulla pedana che non ha mai registrato un salto superiore a 5,95. C’è anche Renaud Lavillenie, l’unico ad aver vinto sette volte il trofeo con il regolamento valido fino a tre anni fa, e la mina vagante Wojciechowski, che in serata di vena è capace di tutto. Finale da possibile record anche per il triplo donne: la venezuelana Yulimar Rojas è atterrata tre volte oltre i 15 metri quest’anno. Al Letzigrund, il primato è 15,03. Damigelle in odor di quindici, la cubana Povea, la giamaicana Ricketts e la statuntense Orji. L’alto uomini potrebbe dare qualche indicazione in più in chiave-Doha, alla luce dell’annata “low” della specialità. Tra gli altisti che hanno già vinto la manifestazione, in gara Mutaz Barshim, Bohdan Bondarenko e il campione uscente Brandon Starc. Per ciò che si è visto di recente, appaiono più in condizione il russo Ivanyuk e i vari Mason e Ghazal. Un rebus. Infine, il lungo uomini con il cubano Juan Miguel Echevarria nella sfida-top con il sudafricano Luvo Manyonga e l’europeo più “in shape“, l’oro di Berlino Tentoglou. Una rarità: zero statunitensi in finale.

LE GARE DEI LANCI – Tre Diamond Trophy in palio: nel peso donne la cinese Gong Lijiao è in lizza per il tris di fila. Per la sorpresa, più la statunitense Ealey e la giamaicana Thomas-Dodd che la tedesca Schwanitz. Giavellotto uomini: il quartetto tedesco è al completo, con il vincitore uscente Hofmann, l’iridato Vetter, l’olimpionico Röhler e il quarto uomo Seifert. Tutti contro l’estone Kirt, unico a superare i 90 metri in stagione. nella finale donne, la cinese Lu Huihui vanta otto delle migliori dodici prestazioni dell’anno, parte favorita contro l’australiana Barber e la tedesca Hussong. In pedana anche l’ultima a portare a casa il diamante, la bielorussa Khaladovich, e l’eterna Spotakova.

GARE EXTRA – Come nelle ultime stagioni, il Weltklasse è preceduto, 24 ore prima, da una gara di asta nella stazione centrale, a tutti gli effetti una competizione indoor. Quest’anno tocca alle donne: il succoso antipasto della gara in programma a Bruxelles vede in pedana quasi tutte le migliori al mondo, Morris e Nageotte (USA), Sidorova (ANA), Stefanidi (Grecia), Silva (Cuba) e la canadese Newman, vincitrice nella tappa di Parigi, sabato scorso.

TV – Il Meeting di Zurigo sarà trasmesso in diretta, giovedì 29 agosto, su Sky Sport Arena (canale 204 Sky) dalle 20.00 alle 22.15.

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