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06 Settembre 2019

(in aggiornamento) Lyles 19.74, è il primo a centrare la doppietta 100+200 nella storia della Diamond League. Asher-Smith 10.88 nei 100. Vallortigara salta 1,85, fuori a 1,89

 

(in aggiornamento)

Noah Lyles è il primo atleta nella storia della Diamond League a fare doppietta 100-200, dopo che il clamoroso uno-due, in passato, riuscì al femminile a Carmelita Jeter nel 2011 e a Shelly-Ann Fraser nel 2013. Dopo il trionfo di Zurigo sulla distanza breve, lo statunitense ha vinto la “sua” gara preferita in 19.74 (0.8), scendendo sotto i 19.80 per la quinta volta in questa stagione. La miglior gara dell’anno, dove Lyles ha trovato fieri avversari nel turco campione del mondo Ramil Guliyev, secondo in 19.86, e nell’ormai definitivamente recuperato canadese Andre De Grasse (19.87), entrambi al miglior risultato stagionale. In 20 netti, ma solo quarto, l’altro canadese Aaron Brown. Una delle più belle finali dei 200 metri nella storia del circuito. 

Il favorito dei 400 metri Michael Norman ha mantenuto le promesse assicurandosi il trofeo in 44.26, battendo il campione uscente Fred Kerley (44.46), che ai Trials aveva preceduto Norman in una gara stellare. Partito molto bene e velocissimo nei secondi 100 metri, Norman ha lasciato sfogare la coppia Kerley-Bloomfield per sorpassarli in rettilineo e imporsi con una azione meno fluida del solito. Dietro la coppia statunitense, proprio il giamaicano Bloomfield in 44.67, e sotto i 45″ anche l’altro quartermiler USA Igbokwe (44.96).

È stata necessaria una prestazione-monstre a Dina Asher-Smith per vincere i 100 metri donne. La britannica, che colma il vuoto di successi Made in Europe sulla distanza, ha dovuto esprimersi ai suoi migliori livelli avvicinando il personale e stabilendo il record europeo stagionale in 10.88 (-0.3), per riuscire a battere l’eterna Shelly-Ann Fraser-Pryce. Partita da par suo ma non bene come la campionessa d’Europa, la giamaicana ha visto svanire il ritorno al successo in Diamond League, seconda in 10.95 dietro all’ormai imprendibile britannica. Terza l’ivoriana Ta Lou in 11.09, netta davanti all’orange Schippers (11.22).

Primo trofeo anche per la tedesca campionessa europea di salto in lungo Malaika Mihambo, che dopo un avvio fulminante (6,97-6,99-7,03 con vento contrario di 0,9), lascia la gara senza essere raggiunta dalle avversarie. Seconda, con un ultimo salto a aggiustare la classifica, la statunitense Brittney Reese (6,85/0.6), terza Katarina Johnson-Thompson con 6,73 (0.9), che agguanta il podio grazie al secondo miglior salto sull’ucraina Maryna Bekh (6,73). Non bene il rientro della campionessa uscente Ibarguen, ancora con i postumi dell’infortunio di inizio luglio (6,26). Per la Mihambo, la qiunta gara dell’anno all’aperto oltre i sette metri con vento legale.

I 3000 siepi regalano ancora emozioni, come la clamorosa finale dell’anno scorso vinta da Conseslus Kipruto con una sola scarpa. Stavolta il keniano ha trovato un anno sfortunato con infortunio e non ha fatto meglio del settimo posto. Vittoria con finale tiratissimo all’U20 etiope Getnet Wale in 8:06.92, il secondo atleta sotto i 20 anni a vincere il trofeo (proprio come Kipruto che lo vinse a 19 anni nel 2013), davanti al marocchino El Bakkali (8:07.08) che dopo l’ultimo ostacolo ha cercato, senza successo fino all’arrivo, di vincere il trodeo sfuggitogli per un soffio un anno fa. Terzo l’altro etiope Girma in 8:07.66 (primato personale). Risultati storici per la Diamond League: per la prima volta non vince un keniano, e per di più il migliore (Kigen, 8:10.76) chiude addirittura quarto.

Bis nel disco donne: la cubana Yaimé Perez, che l’anno scorso aveva interrotto la striscia di sei successi della croata Sandra Perkovic, ha rivinto montepremi e diamante al termine di una gara sempre al comando, sancita da un lancio finale di 68,27. Anche per la Perkovic la miglior misura è figlia del lancio conclusivo (66,00), mentre la terza piazza è stata occupata, non senza sorpresa, dalla tedesca Pudenz (63,73) che ha battuto di 20 cm una delle favorite per il trofeo, l’altra cubana Caballero. Nel prologo di ieri, anche il trofeo del peso maschile è stato conquistato per il secondo anno di fila dalo campione uscente, in questo caso dal neozelandese campione del mondo Tom Walsh al termine di una gara, disputata in centro città, dal riscontro tecnico eccezionale, con tre atleti sopra i 22 metri (quarta volta nella storia della specialità). Dietro Walsh (22,30), il sudamericano primatista di Diamond League Darlan Romani (22,15) e il campione olimpico Ryan Crouser (22,08).

GARE EXTRA – Sesto posto per Elisabetta Vandi (Fiamme Oro) sui 400 metri. La primatista italiana U20, partita in prima corsia, ha chiuso in 54.20. Vittoria alla statunitense campionessa olimpica con la 4×400 Courtney Okolo in 52.13 davanti alla coppia belga Vervaet (53.22) e Laus (53.23). Nella seconda serie dei 400 uomini acuto di Machel Cedenio. Il n.1 di Trinidad chiude in 44.93 su due campioni d’Europa, il britannico Matthew Hudson-Smith (45.63) e il belga Kevin Borlée (45.89). Cinque secondi di progresso cronometrico per il belga di origini keniane Isaac Kimeli, che ha vinto davanti al proprio pubblico i 5000 metri in 13:13.02 superando nell’ultimo km lo statunitense Ben True (13:16.75) e il marocchino Soufiyan Bouqantar (13:18.74).




BRUXELLES – VINCITORI IAAF DIAMOND LEAGUE 2019

UOMINI DONNE
200m: Noah Lyles (USA)
400m: Michael Norman (USA)
1500m: 
3000 siepi: Getnet Wale (ETH)
110hs: 
Triplo: 
Peso: Tomas Walsh (NZL)
Disco: 
100m: Dina Asher-Smith (GBR)
800m: 
5000m: 
100hs: 
Alto: 
Asta:
Lungo: Malaika Mihambo (GER)
Disco: Yaimé Perez (CUB) (C)

 

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