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01 Ottobre 2019

L’azzurro è strepitoso nel primo round dei 400 (45.08), Gimbo vola in finale nell’alto (2,29, Sottile out). Disco verde anche per Folorunso e Pedroso nei 400hs (eliminata la Olivieri), tra poco Stecchi nella finale dell’asta.

 

Gran bel pomeriggio per i colori azzurri al Khalifa Stadium di Doha, nella prima parte della quinta giornata di gare dei Campionati del Mondo. Davide Re e Gianmarco Tamberi regalano emozioni su pista e pedane: il quattrocentista ligure corre senza difficoltà in un eccellente 45.08, vince la sua batteria, e guadagna l’ammissione alla semifinale di domani sera (ore 19:35); il saltatore in alto marchigiano valica 2,29 nelle qualificazioni, e viene promosso alla finale di venerdì sera (19:15 italiane). Nella gara di Tamberi, è eliminato il 21enne Stefano Sottile, la cui progressione di gara non va oltre i  2,26 (tre errori a 2,29). Promosse alle semifinali dei 400hs Ayomide Folorunso (con il tempo di 55.20) e Yadisleidy Pedroso (55.78), mentre non passa il turno Linda Olivieri (56.82). Eliminati anche i siepisti Yohanes Chiappinelli (8:24.73) e Osama Zoghlami (8:28.57), autori comunque di prove più che dignitose. Tra poco in pedana anche l’ultimo degli atleti italiani impegnati oggi: Claudio Stecchi, che sarà protagonista della finale del salto con l’asta.

LE GARE DEGLI AZZURRI

3000 siepi uomini – batterie – Due buone gare, che non bastano però a guadagnare la finale. Yohanes Chiappineli e Osama Zoghlami corrono bene le rispettive serie, terminando non lontano dai propri limiti, ma è evidente che gli stessi sono ancora distanti dal confine con i territori battuti dai migliori siepisti al mondo. Chiappinelli termina all’ottavo posto, nella prima batteria, in 8:24.73; anche Zoghlami è ottavo, ma nella seconda, con 8:28.57. L’ultimo dei tempi di ammissione, a certificare la prova comunque non disprezzabile degli azzurri, e l’8:22.51 del britannico Zak Seddon.

Alto uomini – qualificazione – L’esperienza di Gianmarco Tamberi vince sulla vitalità del giovane Stefano Sottile. Un azzurro vola alla finale mondiale: è Tamberi, che supera al terzo tentativo a disposizione i 2,29 e si piazza al decimo posto della graduatoria combinata dei due gruppi in pedana. Il terzo tentativo a 2,29 è invece fatale al 21enne piemontese, anche se molto vicino al successo (l’azione di richiamo delle gambe è tardiva, e l’asticella finisce al suolo); il  ruolino di gara vede un errore a 2,17, e due errori a 2,26, prima dei tre fatali a 2,29. Tamberi apre invece senza difficoltà a 2,17, e prosegue privo di tentennamenti cinque centimetri più su. A 2,26, arriva il primo fallo, seguito dal salto da bandiera bianca. A 2,29, il momento della verità: il marchigiano sbaglia due volte, ed è sulla strada dell’eliminazione, prima della reazione del campione che lo proietta nella finale mondiale. Un particolare: due anni fa, con la stessa misura, finì fuori dai primi 12 al mondo. Sono in tanti a non farcela: tra i più celebri, Bondarenko, Przyblko, Ghazal, Tobe. Ma ci sono nomi di rilievo anche tra coloro che salutano felici: Barshim, Ivanyuk, Starc, Nedasekau. Con loro, anche Gimbo. Per una finale aperta a ogni risultato.

400hs donne – batterie – Due italiane tra le migliori 24 del mondo nel giro di pista con barriere. Yadisleidi Pedroso e Ayomide Folorunso ottengono l’ammissione diretta alla semifinale finendo nei primi quattro posti delle rispettive batterie, mentre la 21enne Linda Olivieri finisce ad un passo dall’impresa, classificandosi quinta. La Pedroso è la prima delle azzurre in pista: per lei, dopo un avvio accorto, una seconda parte tutta di rimonta e senza errori, fino al quarto posto finale con 55.78 (in scia a Ryzhykhova e Hejnova, 55.11 e 55.33), crono che è anche la sua miglior prestazione stagionale dell’anno. Subito dopo, è la volta di Ayomide Folorunso, che recita lo stesso copione della compagna: via ad andatura (molto) moderata, e seconda parte in crescendo, con terzo posto (in un buon 55.20) arpionato nei 40 metri conclusivi, alla discesa dall’ultima barriera. Chiude la Olivieri, che non commette errori particolarmente gravi, ma non fa meglio di 56.82, e termina al quinto posto. La statunitense Sydney MacLaughlin sembra passeggiare, ma termina comunque con il miglior tempo del turno, 54.45.

400 metri uomini – batterie – Nessun dubbio, Davide Re è nella forma della vita. Una batteria sontuosa, la sua, per facilità di corsa, distribuzione, e decontrazione nel rettilineo conclusivo. Vittoria in 45.08 su Fred Kerley (45.19), che se in effetti lo lascia fare nei metri conclusivi, di contro guarda con un pizzico di meraviglia quella maglia azzurra che gli sfila via sulla destra e taglia il traguardo. Per l’azzurro, la consapevolezza di non aver speso particolari energie per la promozione diretta, sopratutto nell’ultimo rettilineo, quello che è diventato (in particolare all’Europeo a squadre di Bydgoszcz) il suo marchio distintivo. L’azione è tutt’altro che rabbiosa, i piedi sono reattivi al contatto col suolo, l’incedere fluido; l’impressione è che ci sia margine, per la semifinale di domani. Dove però bisognerà correre forte, probabilmente dalle parti del record italiano, o anche sotto, per guadagnare un accesso alla finale che sarebbe davvero storico per i nostri colori: mai un italiano è riuscito ad entrare tra gli otto nella rassegna iridata. Il 45.08 di Re è il quinto tempo assoluto del turno (alla pari con il keniano Korir, quarto, che lo sopravanza per il conteggio dei millesimi di secondo), nella lista guidata dal grenadino Kirani James, unico ad aver corso in meno di 45 secondi (44.94). E che Re, nell’incontro con la stampa, aveva indicato come suo favorito. Quando si dice: aver preparato una gara nei minimi dettagli. Studio degli avversari incluso. Appuntamento per la semifinale: domani, ore 19:35 italiane.

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