Seleziona una pagina


06 Ottobre 2019

Il trentino è ottavo nei 10000 metri con il record italiano: 27:10.76, trent’anni dopo Salvatore Antibo. Bogliolo out in semifinale nei 100hs (13.06), finale per la staffetta 4×400 con Re, Aceti, Galvan e Scotti

 

IN AGGIORNAMENTO

È la serata conclusiva dei Mondiali di Doha. Italia con Luminosa Bogliolo nella semifinale dei 100hs, Yeman Crippa nella finale diretta dei 10.000 metri e la staffetta 4×400 maschile nel turno decisivo. Questa la composizione: Davide Re, Vladimir Aceti, Matteo Galvan e Edoardo Scotti.

LE GARE DEGLI AZZURRI

10000 metri uomini – Trent’anni. Tanto è durato il record di Salvatore Antibo, il 27:16.50 che il siciliano, uno dei più grandi campioni della storia dell’atletica italiana, ottenne in una sfida leggendaria nel corso del meeting di Helsinki, il 21 giugno del 1989. Fino a stasera, fino all’impresa di Yeman Crippa, ottavo (e dunque finalista) nella serata del Khalifa Stadium, con la cifra del nuovo primato, un fantastico 27:10.76 che porta aria fresca in una lista alltime della specialità cristallizata da decenni. E che vale anche la terza posizione nella lista europea di tutti i tempi, dietro il britannico Mo Farah (26:46.57) e il belga Moahmed Mourhit (26:52.30). Il ragazzo che in Trentino ha trovato la sua casa è oggi un uomo, capace, dopo il bronzo europeo dello scorso anno a Berlino, di inserirsi tra i grandi del “prolungato”. In una serata da  prestazioni cronometriche super. L’oro va all’ugandese Joshua Cheptegei in 26:48.36, l’argento finisce al collo del favorito, l’etiope Yomif Kejelcha (26:49.34), con il keniano Rhonex Kipruto, a completare il podio (26:50.32). In precedenza, la corsa si era sviluppata su ritmi veloci ma regolari, ideale per l’attacco di Crippa al primato di Antibo. Presto si forma in testa un gruppo nutrito, che transita ai 5000 metri intorno ai 13:33 (per Crippa il rilevamento esatto è 13:35.50); a fare da pace maker si alternano i keniani, con Kipruto sempre protagonista. A sei giri dal traguardo, l’azione che riduce a otto il gruppo di testa; Crippa si stacca leggermente, sembra in crisi, ma è bravo a non mollare. Continua a girare sul suo passo, sempre sul piede dei 2:45, stacca gli avversari che gli fanno compagnia e resta solo al nono posto. Davanti, si accendono le polveri, e i battuti cominciano a perdere contatto; quando si attacca l’ultimo giro, l’azzurro è a una ventina di metri dall’etiope Gebrhiwet ottavo in quel momento. Non solo il record, c’è in palio anche l’ultima piazza da finalista, che Crippa dimostra di volere molto più del suo avversario. E’ record italiano, con Crippa che è anche, di gran lunga, il primo degli europei (il norvegese Moen è dodicesimo con un crono superiore ai 28 minuti).  

100hs semifinale – Mai nella storia un’italiana è entrata in una finale iridata dei 100hs: un dato che tratteggia bene i contorni di un sogno al quale Luminosa Bogliolo non voleva rinunciare. Il mondiale dell’ostacolista ligure – e la sua stagione oltre ogni attesa – termina con un 13.06 (+0.8) nella seconda di tre semifinali, un crono che non rende merito al suo talento dimostrato anche ieri in batteria (12.80). In semifinale con la primatista del mondo Kendra Harrison e con atlete decisamente più rodate sul piano internazionale, Bogliolo prova a spingere ma non trova la stessa fluidità tra le barriere alla quale aveva abituato con una sfilza di risultati dalle parti del record italiano. Colpisce il settimo ostacolo, si disunisce e non riesce a chiudere sotto i tredici secondi (ottava), mentre filano via la statunitense ‘recordwoman’ (12.58), la giamaicana Megan Tapper (12.61) e tutte le altre. A conti fatti, a dirla tutta, per la finale sarebbe comunque servito un capolavoro, considerato che l’ultimo tempo di ripescaggio è il 12.65 della costaricana Vargas, undici centesimi in meno del record italiano e tredici rispetto al limite dell’azzurra. Tutta esperienza. 

LE ALTRE FINALI DELLA SERATA
Fondo e mezzofondo, in questa rassegna, non finiscono di stupire. Anche i 1500 metri sono superlativi. Li vince il keninao Timothy Cheruyot, grazie ad una azione solitaria che gli consente di imporsi per distacco in un tonante 3:29.26. Secondo è l’algerino Makhloufi (3:31.38), che sta prendendo le misure per l’anno olimpico ormai alle porte, mentre il bronzo se lo aggiudica un signore dei finali convulsi, ovvero il polacco Marcin Lewandoski (3:31.46, record nazionale), ai danni di Jakob Ingebritsen, fuori dal podio come già accaduto nei 5000 metri. Il salto in lungo incorona una nuova regina, capace di una delle migliori prestazioni in assoluto dell’intera rassegna. E’ la tedesca Malaika Mihambo, che alla terza prova atterra addirittura a 7,30 (vento -0.8), collezionando nella serie altri due salti oltre i sette metri (7,09 e 7,16 nell’ultimo salto). Sul podio con lei salgono l’ucraina Romanchuk (6,92, +0.3) e la nigeriana Brume (6.91, +0.2). Chi avrebbe scommesso mai per un oro nel giavellotto per l’isola di Grenada? Eppure, questo è quanto è accaduto: sul gradino più alto del podio sale Anderson Peters, con un miglior lancio di 86,89; l’estone Kirt è secondo con 86,21, mentre il tedesco Vetter, uno dei grandi favoriti della vigilia, si prende il bronzo con 85,37. La finale dei 100hs (purtroppo priva della Bogliolo) dice Stati Uniti: Nia Ali (12.34, vento +0.3) doma la connazionale Kendra Harrison (12.46), a sua volta di un solo centesimo davanti alla giamaicana Danielle Williams (12.47). E’ la serata degli Stati Uniti, anzi, è il mondialea stelle a strisce. La 4×400 donne è ancora USA (Francis, McLaughlin, Muhammad, Jonathas), che si impongono in 3:18.92.

 

DIRETTA RAI

START LIST E RISULTATI/ResultsFOTO/Photos – ISCRITTI/EntriesORARIO E AZZURRI IN GARALA SQUADRA ITALIANA/Italian TeamTV E STREAMING – TUTTE LE NOTIZIE/NewsLE PAGINE IAAF SUI MONDIALI

TEAM GUIDE CON SCHEDE DEGLI AZZURRI (PDF)

LE PRESENTAZIONI GARA PER GARA: SPRINT – MEZZOFONDOMARATONA E MARCIAOSTACOLI E MULTIPLE – SALTI– LANCI

SEGUICI SU: Instagram @atleticaitaliana | Twitter @atleticaitalia | Facebook www.facebook.com/fidal.it

Condividi con

Seguici su:






Source link