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15 Novembre 2019

A Dubai la rassegna mondiale si chiude con 2 ori, 3 argenti, 1 bronzo per gli azzurri e 5 pass per le Paralimpiadi

 

Cala il sipario sui Mondiali paralimpici di atletica a Dubai. L’Italia esce a testa alta dalla nona edizione della rassegna iridata con il bottino di 6 medaglie (2 ori, 3 argenti, 1 bronzo) e 5 pass per i Giochi paralimpici di Tokyo 2020. L’ultimo azzurro in gara è stato Luca Campeotto che, nei 400 T62, si è piazzato sesto in una finale stellare caratterizzata dal record del mondo del tedesco Johannes Floors con 45.78. Il primatista italiano ha tagliato il traguardo in 57.24, otto centesimi dietro il greco Stylianos Malakopoulos. “Non sono soddisfatto di questa gara, non ho fatto quello che dovevo fare, pensavo di poter correre un bel tempo. Si riparte da qui e si torna a lavorare per migliorarsi in chiave Tokyo”.

Alla vigilia del rientro in Italia, il presidente FISPES Sandrino Porru fa il bilancio dell’esperienza azzurra a Dubai: “È stato un Mondiale in salita ma i ragazzi hanno risposto in modo importante. La squadra è competitiva tanto che abbiamo ben 13 atleti tra i primi otto e 14 tra i top 10. Le medaglie potevano essere di più perché mancano quelle di Martina Caironi, ma i risultati ottenuti sono un’ottima base per affinare la preparazione per le Paralimpiadi. Rispetto all’ultima edizione del 2017 in un anno post-paralimpico dove era più facile salire sul podio, qui il livello tecnico era nettamente più alto perché le nazioni volevano staccare i pass per Tokyo. Mi piace anche pensare che atleti come Simone Manigrasso, Roberto La Barbera e Marco Cicchetti hanno vissuto le finali più belle e ricche dal punto di vista tecnico, cosa che ci fa ben sperare per il futuro. Oltre ad un plauso a Monica Contrafatto, Oney Tapia e Giuseppe Campoccio, una menzione particolare è doverosa per Oxana Corso che ha saputo rientrare in pista con nuovo vigore e caparbietà, conquistando medaglie importanti e rendendoci tutti orgogliosi. Assunta Legnante, infine, si è come sempre distinta non solo per i suoi risultati, ma anche per la sua umanità e capacità di fare squadra fuori e dentro al campo. Ora la Federazione continuerà a promuovere il movimento con FISPES Academy e la Scuola di para atletica a Roma per costruire opportunità per i giovani”.

Il dt Vincenzo Duminuco aggiunge: “Si è trattata di una trasferta molto difficile perché, senza cercare giustificazioni, non eravamo nelle condizioni fisiche ottimali a causa di alcuni infortuni dovuti alla lunga stagione. In ogni caso il bilancio è positivo perché a noi interessava una medaglia in meno, ma uno slot in più, e siamo riusciti nell’intento anche rispetto ad altre delegazioni più numerose. Sono molto contento delle prestazioni dei ragazzi: abbiamo tre record italiani (Simone Manigrasso nei 100, Assunta Legnante nel disco F11 che vale anche come primato europeo, e la staffetta universale 4×100) e, su 21 gare, in 16 i nostri atleti si sono piazzati tra i primi otto al mondo. Ciò ci fa ben sperare per l’acquisizione di nuovi pass nella seconda fase di attribuzione. Ora imposteremo una programmazione basata sull’attenzione ai singoli atleti top level, incrementando gli scambi con gli allenatori personali”.

Campionati Mondiali paralimpici Dubai 2019 – Medaglie italiane
2 ori: Assunta Legnante (peso e disco F11)
3 argenti: Oney Tapia (disco F11), Oxana Corso (100 T35), Monica Contrafatto (100 T63)
1 bronzo: Oxana Corso (200 T35)

(da comunicato FISPES – Giuliana Grillo)

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